WORLD CUP QATAR 2022: dall’Italia al Qatar, un Mondiale unico

by Mundi Live

di Margherita Chiara Immordino Tedesco

 

“La Coppa del Mondo FIFA 2022 di Doha, è la prima in assoluto nella regione e la prima in inverno, è un importante riconoscimento del ruolo crescente del Qatar nello sport e una straordinaria opportunità per il Paese. Centinaia di migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo, uniti da una sola passione – il calcio – si riverseranno nelle strade di Doha per tifare e festeggiare la propria nazionale. Doha si sta preparando con determinazione, entusiasmo e lungimiranza. Accanto agli investimenti in infrastrutture, stadi e opere ingegneristiche d’eccellenza e sostenibilità ambientale, c’è molta attenzione per lo sviluppo dell’offerta culturale e turistica e per i servizi nel campo della formazione e della salute. L’Italia è parte di questo percorso “visionario” attraverso l’apprezzato contributo dei nostri connazionali in tutti i settori: dalle imprese di costruzioni, ai professionisti in campo medico-sanitario, alle eccellenze nel campo del design, dell’artigianato e delle arti creative, senza dimenticare la cucina, la ristorazione e la produzione agro-alimentare. Un’occasione e una sfida per condividere l’alta qualità e la creatività del “saper fare” italiano e per rafforzare sempre di più gli ottimi rapporti di amicizia che ci legano al Qatar”. -S.E. Pasquale Salzano Ambasciatore d’Italia in Qatar.

Lo scorso 3 settembre è stato presentato al mondo lo stemma della Fifa World Cup 2022, che vedrà Doha, capitale degli Emirati Arabi Uniti, come fulcro di questo straordinario evento, che si svolgerà dal 21 novembre al 18 dicembre 2022, evitando così le proibitive condizioni climatiche dei mesi estivi negli EAU.

Come logo ufficiale, che accompagnerà la nuova stagione dei Mondiali di calcio, è stato scelto il simbolo dell’infinito, che racchiudendo in sé molteplici significati, principalmente vuol rappresentare le linee sinuose delle sabbie del deserto, che faranno da cornice all’evento e al tempo stesso, gli otto Stadi nei quali si disputeranno le partite di calcio. Lo stemma, oltre a richiamare l’effige della Coppa che sarà alzata dai vincitori, è un chiaro riferimento al tipico scialle di lana, capo d’abbigliamento distintivo dell’Emirato arabo del Golfo Persico.

Mentre a Roma era in corso la presentazione ufficiale del logo dei Campionati, il Dhow (tradizionale imbarcazione qatarina, usata per la pesca delle perle) “Fath al Khair” era in arrivo al Porto di Venezia; con le sue vele la nave ha solcato i Mari, partendo dalle coste del Qatar, come ambasciatrice della cultura marittima qatarina, nonché come simbolo di unione fra i Popoli e di buon augurio, traduzione letteraria del suo stesso nome. Non solo le dune del deserto rappresenteranno l’evento, dunque, ma il mare stesso sarà l’impulso creativo che si esprimerà con colori sgargianti su quella meravigliosa tela, quale è il Qatar.

Successivamente all’arrivo nella Laguna veneta della nave del “buon augurio”, lo stemma del World Cup 2022 è stato proiettato su monumenti ed edifici della capitale dell’Emirato arabo, Doha – alle ore 20:22 – e contemporaneamente in altri 23 Paesi, come Kuwait, Libano, Giordania, Tunisia, Marocco, Iraq, nonché nel sultanato dell’Oman e in altri Paesi, quali Stati Uniti d’America – a New York – Argentina, Messico, Brasile, Cile, Turchia, India, Corea del Sud, Sud Africa, Regno Unito, Francia, Spagna, Russia, nonché nella città di Rio e ovviamente in Italia, dove il logo ha illuminato l’Arco della Pace nella splendida città di Milano in piazza Sempione, alle 21:22 ora italiana.

“Siamo felici del successo e dell’entusiasmo che ha suscitato il viaggio della nostra ‘Nave del Buon Augurio’’ (Fattah Al Kheir), che dopo esser arrivata nel Porto di Venezia, ha continuato verso le coste della Sicilia. Questa nave ha cominciato il suo viaggio a Doha, Istanbul, poi in Croazia, Malta, Venezia e presto sarà in Sicilia”, ha dichiarato l’Ambasciatore dello Stato del Qatar in Italia S.E. Abdulaziz Ahmed Almalki; “Uno degli obiettivi è sicuramente quello di pubblicizzare il Mondiale 2022, ma anche quello di far conoscere e scoprire a gli italiani la tradizione e la cultura del popolo del qatarino, che ha sempre vissuto in mare e con il mare”.

L'editrice Margherita Chiara Immordino Tedesco con l'artista internazionale Augusto Poderosi e Mussa Zidan responsabile comunicazione centro culturale katara village.

Mondi, nella persona di Margherita Chiara Immordino Tedesco, ha partecipato alla presentazione ufficiale del logo dei Campionati mondiali, che ha avuto luogo a Roma, presso l’Ambasciata del Qatar, durante la quale il titolare della sede diplomatica, S.E. Abdulaziz Ahmed Almalki, ha affermato: “Sono lieto di annunciare che il mio Paese, il Qatar, ha ultimato tutti i suoi impegni per il Mondiale. Abbiamo costruito gli Stadi, le linee ferroviarie necessarie e tutte le infrastrutture, come strade e gallerie, indispensabili per l’evento. L’80% delle opere sono ultimate e quello che posso assicurare è che ‘Qatar 2022’ sarà un occasione magnifica e avrà grande successo. Mi auguro che la nostra squadra nazionale sarà alle finali con l’Italia. Sono certo che ce la faremo.

Saranno quindi otto i modernissimi e avveniristici complessi sportivi che ospiteranno l’atteso evento; come il prestigioso LUISAIL Stadium, che con i suoi 80.000 posti, sarà la più grande arena nella quale si disputeranno i primi Mondiali arabi della storia. Lo Stadio, è situato a quindici chilometri da Doha e, oltre alla finale, ospiterà anche la gara di inaugurazione del Torneo il prossimo 21 novembre 2022.

L’AL WAKRAH Stadium sarà il nuovo simbolo della città di mare, la cui forma si ispira a una barca tradizionalmente utilizzata in Qatar per la ricerca delle perle e sarà dotato di un tetto retrattile per un uso costante nel corso dell’anno, offrendo inoltre la possibilità di raffreddare le tribune fino a 18 gradi Celsius e fino a 20 il campo da gioco.

L’AL BAYT Stadium sorgerà ad Al Khor, una cittadina a circa 40 km a nord di Doha, prendendo il nome da Bayt Al Sha’ar, la tradizionale tenda beduina usata in Qatar, la quale era visibile a grandi distanze per la sua colorazione, a vantaggio di chi si trovava ad affrontare faticosi viaggi nel deserto; è simbolo di una promessa di ospitalità, che è un principio fondamentale della cultura emiratina. Anche internamente lo Stadio ricorderà il tipico ambiente accogliente e colorato di rosso delle tende locali e avrà una capacità di 60.000 posti.

L’AL RAYYAN Stadium, somigliante a una duna di sabbia, costruito sul sito della precedente arena “Ahmed Bin Ali”, ospiterà 40.000 posti, un centro acquatico e ulteriori strutture sportive che circonderanno lo Stadio.

L’AL THUMAMA Stadium, situato nelle vicinanze dell’Aeroporto Internazionale Hamad di Doha, avrà un design circolare e il tetto ultramoderno. Il design dello Stadio è ispirato al gahfiya, un cappello tradizionale intrecciato, indossato per secoli dagli uomini in molti Paesi arabi. In Qatar e negli Stati circostanti, gli uomini indossano il gahfiya sotto il ghutra (tessuto di cotone) e l’agal (corda nera decorativa).

L’EDUCATION CITY Stadium sorgerà nel cuore di Education City, sede di Qatar Foundation (QF) e apparirà come un “diamante nel deserto”. La facciata è caratterizzata da motivi geometrici complessi, che sembreranno cambiare colore come i riflessi del sole nel cielo. Il Qatar Foundation Stadium punta alla certificazione LEED Gold. A tale scopo, i pannelli fotovoltaici e il solare termico del tetto produrranno energia e acqua calda, da usare sia per lo Stadio che per le strutture sportive circostanti. È previsto che almeno il 20% dei materiali utilizzati per la costruzione provenga da fonti sostenibili e che il 50% dei materiali legnosi provenga da una gestione forestale sostenibile.

Il KHALIFA Stadium è collocato a circa 14 km dal centro di Doha all’interno della Aspire Zone, sede di Aspire Academy (Accademia sportiva finalizzata al training di giovani atleti, molti dei quali saranno poi impegnati nei Campionati del 2022), di Aspetar (Ospedale sportivo d’eccellenza, accreditato da FIFA) e di diverse strutture sportive. Lo Stadio è nato nel 1976 ed è stato ristrutturato nel 2006, in occasione degli Asian Game nel 2022 e ospiterà i Quarti di finale.

Il RAS ABU ABOUD Stadium, che si ergerà nel Lungomare di Doah, precisamente nel quartiere di Ras Abu Aboud, ha una struttura completamente modulare e smontabile, grazie alla costruzione che avverrà attraverso container ed elementi modulari. Il risultato sarà un’Arena unica, audacemente colorata e completamente moderna, che parrà costruita con mattoni in acciaio.

 

“Abbiamo un ottimo rapporto con la Repubblica italiana, con la quale negli ultimi anni abbiamo avuto uno scambio commerciale che ha superato i 16 miliardi di euro. Molte Compagnie italiane sono state invitate a collaborare nel progetto del Mondiale, incluse molte Compagnie del settore privato in varie parti del mondo. La realizzazione di due strade sono state affidate a una Società italiana. Il comitato organizzativo del Mondiale 2022 ha pubblicato un lungo elenco di appalti affidati a Compagnie di tutto il globo; vorrei inoltre sottolineare che una buona parte è stata affidata a Società italiane e di questo sono estremamente felice”, ha dichiarato l’Ambasciatore S.E. Abdulaziz Ahmed Almalki, durante la presentazione ufficiale del logo dei Campionati Mondiali, presso l’Ambasciata Italiana dello Stato del Qatar.

“È la prima volta in assoluto che la Coppa del mondo si svolge in Medio Oriente e sarà un ottima occasione per visitare il Qatar prima, durante e dopo l’evento. I visitatori da tutto il mondo saranno tantissimi e all’inaugurazione saranno presenti Capi di Stato, Primi Ministri, Ministri, Ambasciatori, Amministratori di Società sportive, illustri personaggi di vari settori, da tutto il mondo e saranno invitate tutte le Società che hanno vinto appalti nella realizzazione delle infrastrutture. Il Comitato organizzativo e la prevendita biglietti segue e seguirà le linee direttive e i criteri della FIFA. I tecnici responsabili della nostra nazionale sono molto bravi e sono sicuro che la nostra squadra sarà più che competitiva nei prossimi Mondiali. Il calcio rappresenta il raduno dei Popoli che si incontrano per un obiettivo comune. L’assedio posto sul Qatar non ha mai avuto un fondamento reale, i motivi delle divergenze con Egitto, Iraq e altri Paesi hanno danneggiato quattrocentomila famiglie e ci auguriamo che questo evento riunisca tutte le Nazioni”.

Con la “crisi del Golfo”, che ha avuto inizio il 5 giugno 2017, fu imposto su Doha un embargo diplomatico, economico e logistico. Dopo 2 anni esatti il primo ministro del Qatar, S.E. Abdullah bin Nasser al-Thani dichiarò che l’unica soluzione era il dialogo, affermando che la crisi aveva creato una “nuova realtà, portando altresì nuove crisi, che il Paese era riuscito a superare, compiendo innumerevoli passi in avanti verso la realizzazione dei propri progetti e dei propri obiettivi. Quella che venne chiamata Proxi war e le derivanti politiche aggressive, misero quindi inizialmente il Qatar in una situazione difficile.

L’evento mirerà, oltre che ad offrire un esperienza unica a tutti gli appassionati sportivi, anche a rilanciare l’immagine del Qatar nel mondo, immagine che purtroppo “l’assedio” tentò di compromettere con accuse, ritenute del tutto prive di fondamento dal Governo emiratino, che le respinse categoricamente e con fermezza sin dal principio.

“Noi lo chiamiamo ‘assedio’ ed è il blocco imposto sul Qatar. Posso affermare, grazie a Dio, che lo abbiamo superato, andando avanti con i nostri progetti, quindi non ha avuto alcun effetto sul nostro operato, anzi nei precedenti tre anni abbiamo stipulato molti accordi e collaborazioni con vari Paesi e con la Repubblica italiana. Il nostro impegno è aumentato per realizzare la miglior Coppa del Mondo 2022 con un programma preciso, che viene rispettato alla lettera e come ha detto S.E. l’Emiro del Quatar, che Dio lo salvaguardi e lo preservi: questa Coppa del Mondo è per tutti gli arabi e per tutto il mondo”. S.E. Abdulaziz Ahmed Almalki

“La Coppa del Mondo FIFA 2022 di Doha, è la prima in assoluto nella regione e la prima in inverno, è un importante riconoscimento del ruolo crescente del Qatar nello sport e una straordinaria opportunità per il Paese. Centinaia di migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo, uniti da una sola passione – il calcio – si riverseranno nelle strade di Doha per tifare e festeggiare la propria nazionale. Doha si sta preparando con determinazione, entusiasmo e lungimiranza. Accanto agli investimenti in infrastrutture, stadi e opere ingegneristiche d’eccellenza e sostenibilità ambientale, c’è molta attenzione per lo sviluppo dell’offerta culturale e turistica e per i servizi nel campo della formazione e della salute. L’Italia è parte di questo percorso “visionario” attraverso l’apprezzato contributo dei nostri connazionali in tutti i settori: dalle imprese di costruzioni, ai professionisti in campo medico-sanitario, alle eccellenze nel campo del design, dell’artigianato e delle arti creative, senza dimenticare la cucina, la ristorazione e la produzione agro-alimentare. Un’occasione e una sfida per condividere l’alta qualità e la creatività del “saper fare” italiano e per rafforzare sempre di più gli ottimi rapporti di amicizia che ci legano al Qatar”. -S.E. Pasquale Salzano Ambasciatore d’Italia in Qatar

Lo scorso 3 settembre è stato presentato al mondo lo stemma della Fifa World Cup 2022, che vedrà Doha, capitale degli Emirati Arabi Uniti, come fulcro di questo straordinario evento, che si svolgerà dal 21 novembre al 18 dicembre 2022, evitando così le proibitive condizioni climatiche dei mesi estivi negli EAU.

Come logo ufficiale, che accompagnerà la nuova stagione dei Mondiali di calcio, è stato scelto il simbolo dell’infinito, che racchiudendo in sé molteplici significati, principalmente vuol rappresentare le linee sinuose delle sabbie del deserto, che faranno da cornice all’evento e al tempo stesso, gli otto Stadi nei quali si disputeranno le partite di calcio. Lo stemma, oltre a richiamare l’effige della Coppa che sarà alzata dai vincitori, è un chiaro riferimento al tipico scialle di lana, capo d’abbigliamento distintivo dell’Emirato arabo del Golfo Persico.

Mentre a Roma era in corso la presentazione ufficiale del logo dei Campionati, il Dhow (tradizionale imbarcazione qatarina, usata per la pesca delle perle) “Fath al Khair” era in arrivo al Porto di Venezia; con le sue vele la nave ha solcato i Mari, partendo dalle coste del Qatar, come ambasciatrice della cultura marittima qatarina, nonché come simbolo di unione fra i Popoli e di buon augurio, traduzione letteraria del suo stesso nome. Non solo le dune del deserto rappresenteranno l’evento, dunque, ma il mare stesso sarà l’impulso creativo che si esprimerà con colori sgargianti su quella meravigliosa tela, quale è il Qatar.

Successivamente all’arrivo nella Laguna veneta della nave del “buon augurio”, lo stemma del World Cup 2022 è stato proiettato su monumenti ed edifici della capitale dell’Emirato arabo, Doha – alle ore 20:22 – e contemporaneamente in altri 23 Paesi, come Kuwait, Libano, Giordania, Tunisia, Marocco, Iraq, nonché nel sultanato dell’Oman e in altri Paesi, quali Stati Uniti d’America – a New York – Argentina, Messico, Brasile, Cile, Turchia, India, Corea del Sud, Sud Africa, Regno Unito, Francia, Spagna, Russia, nonché nella città di Rio e ovviamente in Italia, dove il logo ha illuminato l’Arco della Pace nella splendida città di Milano in piazza Sempione, alle 21:22 ora italiana.

“Siamo felici del successo e dell’entusiasmo che ha suscitato il viaggio della nostra ‘Nave del Buon Augurio’’ (Fattah Al Kheir), che dopo esser arrivata nel Porto di Venezia, ha continuato verso le coste della Sicilia. Questa nave ha cominciato il suo viaggio a Doha, Istanbul, poi in Croazia, Malta, Venezia e presto sarà in Sicilia”, ha dichiarato l’Ambasciatore dello Stato del Qatar in Italia S.E. Abdulaziz Ahmed Almalki; “Uno degli obiettivi è sicuramente quello di pubblicizzare il Mondiale 2022, ma anche quello di far conoscere e scoprire a gli italiani la tradizione e la cultura del popolo del qatarino, che ha sempre vissuto in mare e con il mare”.

 

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