Webinar, focus sull’internazionalizzazione delle imprese.

La crisi generata dalla pandemia, sullo scenario globale si affermano quelle che saranno le nuove sfide ai mercati e si avvia il dibattito su come si dovranno attrezzare le imprese italiane operative nel settore dell’export, fra innovazione, sostegno finanziario alla ripartenza ed importanza del consulting operato dalla nostra rete consolare. Se ne è discusso In un quanto mai attuale webinar organizzato dall’Associazione “Il Chiostro” – moderato dal dott. Rosario Filippo Tomarchio, responsabile nazionale circoli de “Il Chiostro – ne hanno discusso imprenditori, diplomatici ed esperti. Tomarchio ha fortemente voluto anche la partecipazione dei consoli perché convinto che “la loro presenza sui territori è fondamentale, assieme a quelle dei professionisti e degli imprenditori”. Molti gli spunti di discussione e i dibattiti che hanno preso vita dall’incontro. Questi alcuni degli intervenuti: dott. Antonello Biriaco, presidente Confindustria Catania, Arch. Salvatore Contrafatto, Presidente Compagnia Delle Opere Sicilia, Console dott. Domenico Coco, Segretario Corpo Consolare Sicilia Orientale, avv. Lucia Tuccitto, civilista-cassazionista, dott. Francesco Tilli, Chief External relations officier Simest, Console dott. Antonio Di Fresco Segretario Generale Corpo Consolare Sicilia Occidentale. L’introduzione dei lavori è stata affidata all’avv. Lucia Tuccitto, che ha tracciato le linee guida della discussione alla luce anche dei dati Istat che hanno fatto registrare, negli ultimi mesi, una caduta drastica sia delle esportazioni sia delle importazioni. L’intervento del dott. Domenico Coco, console dell’Azerbaigian e Segretario del Corpo consolare Sicilia Orientale, si muove in questa direzione. “I nostri consolati sono aperti e ricettivi, per cittadini, imprenditori e tutti coloro che vogliono avere informazioni e sostegno per ogni domanda che riguardi l’estero; si possono realizzare progetti per favorire le esportazioni: non c’è dubbio che i mercati esteri siano difficili, e bisogna conquistarli professionalmente con preparazione e studio, e i consolati servono anche per accompagnare gli imprenditori in questa sfida”. In questa ottica Coco ha confermato per esempio che “L’Azerbaigian guarda molto all’Italia, i due paesi possono fare molto assieme in un partenariato strategico”.

Anche il console dott. Antonio Di Fresco, Segretario generale corpo consolare Sicilia Occidentale, ha specificato come “i nostri sono compiti istituzionali e servono anche ad agevolare le relazioni culturali e imprenditoriali; da poco abbiamo per esempio firmato un protocollo d’intesa con l’università della Corea per l’avvio di corsi di lingua e cultura, la nostra è una disponibilità completa e tutti possono contattarci presso le nostre sedi, dal sito e per email”. A sua volta il dott. Francesco Tilli, chief external relations officer della Simest, ha dato una dettagliata e pratica illustrazione di come, soprattutto in questo specifico momento, il compito della Sace Simest è quello di sostenere con ogni mezzo possibile le piccole e medie imprese. “Siamo fortemente votati all’aiuto di tutti quei soggetti che ne faranno richiesta, e – ha detto Tilli – siamo pronti a erogare finanziamenti agevolati per lo sviluppo all’estero dei prodotti made in Italy; con il sostegno degli stabilimenti aggiuntivi, il supporto export per chi invia macchinari e attrezzature e l’illustrazione dei vari strumenti finanziari disponibili”. “I nostri tassi – ha continuato il dott. Tilli – sono puramente nominali e si attestano su 0, 069 con i prestiti che sono fuori dal sistema bancario e si estendono da 4 a 6 anni e mezzo, ci sono varie modalità di richiesta, per esempio, quello per gli eventi fieristici che copre l’intera cifra delle spese”. Tutto questo per riuscire a dare una concreta mano a tutte quelle aziende che vogliono proiettare il loro core business verso i paesi esteri, che rappresentano sempre maggiormente una opportunità da non farsi scappare. Anche e soprattutto dopo questa crisi, che può essere un ottimo banco di prova per la progettualità e l’intraprendenza di chi vuole ampliare la propria attività oltre le mura domestiche.

Il dott. Tilli ha tenuto a precisare infatti che “tutti i nostri strumenti sono semplici, intuitivi e che le richieste possono essere inoltrate in maniera efficace anche grazie alla collaborazione con il Cerved da cui tutti i dati aziendali vengono recuperati; i finanziamenti vengono approvati ed erogati in tempi davvero brevi”. Una fotografia di quello che sta accadendo adesso è stata fatta da Salvatore Torrisi, imprenditore a capo della Oranfresh spa, che ha sottolineato: “per quanto riguarda le macchine, almeno l’85% viene esportato all’estero, la perdita dei mercati, soprattutto per noi che lavoriamo in esclusiva con molte aziende, ha fatto registrare una contrazione della vendita senza precedenti, vicina allo 0% a febbraio che potrebbe esserepericolosa”. Ma nello stesso tempo Salvatore Torrisi guarda con ottimismo al futuro, sostenendo che la Sicilia ha una grossa opportunità di riscatto. “La Sicilia deve approfittare e cercare finanziamenti per potenziare le filiere estere, deve spingere sull’attività export dell’agroalimentare, sia dei prodotti primari sia di quelli trasformati; non giova al nostro business essere troppo chiusi e concentrati nel nostro piccolo mercato, ormai da troppo tempo sopravviviamo, ma questo non è più possibile, dobbiamo ampliare gli orizzonti, confrontarci con i consoli di Egitto, Sudafrica, paesi potenzialmente concorrenti, e iniziare a esportare i nostri macchinari”. In sostanza una sorta di sprone verso un guardare oltre il “back yard” per arginare la concorrenza e surclassarla a colpi di eccellenza.“Dobbiamo rispondere all’aggressività dei nostri concorrenti, è sempre Salvatore Torrisi a parlare, con altrettanta forza e determinazione”. A dare man forte a queste idee l’arch.

Salvatore Contrafatto, Presidente Compagnia delle Opere Sicilia, che ha sostenuto a gran voce non solo la disponibilità al dialogo ma la certezza che da soli non si va da nessuna parte, serve la coesione e la collaborazione di aziende, imprese, consolati, associazioni di categoria, professionisti etc. perché se nessuno era preparato a questo genere di scenario post Covid-19 con una crisi incombente, è certo anche che prima ci iniziamo a muovere, meglio usciremo da questo blocco. L’arch. Salvatore Contrafatto ha sollevato un’altra importante questione: “se io esporto non beni tangibili, macchinari o prodotti, perché sono un architetto e porto contenuti e professionalità, devo necessariamente avere un approccio diverso; devo diventare competitivo e confrontarmi con i mercati anglosassoni, quellidella Cina, della Corea, dove la mia matita ha un peso diverso a seconda del paese dove traccia il tratto”. Non sempre è dunque facile tracciare le direttive della competitività, ma con gli strumenti giusti tutto si può. Il dott. Enrico Musumeci, export manager di Agroindustry Advanced Technologies spa, ha aggiunto: “L’Italia è stata uno dei primi paesi colpiti dal COVID-19, con un susseguirsi di ordini cancellati, economia ferma, tutto bloccato e la situazione che ad un certo punto ci è sfuggita di mano, ma la riflessione che voglio fare è che non siamo in crisi solo noi, ma anche i clienti, noi sono sicuro ne usciremo prima, ma chi ci darà la certezza di quando i clienti saranno pronti ad acquistare i nostri prodotti? Ben vengano gli strumenti per laripresa, tra cui la finanza agevolata è fondamentale”. Conclude Lucia Tuccitto, affermando che “l’internazionalizzazione va gestita con uffici e misure importanti, e presto riprenderà, perché il futuro è nella globalizzazione, e il mercato è tutto da esplorare, le piccole e medie imprese vanno sostenute e aiutate nella scommessa della tutela del Made in Italy”.

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