Sudafrica: il sud che investe

by Mundi Live

Intervista a Mariagrazia Biancospino

di Elvio Bordignon

e Margherita Chiara Immordino Tedesco

 

Mariagrazia Biancospino è stata Segretario Generale della Camera di commercio italo-sudafricana per tredici anni, ora ha iniziato una nuova attività di consulenza rivolta alle aziende italiane che intendono espandere la loro azione in Africa Sub Sahariana. Prendendo, su previa autorizzazione, alcune parti importanti della lettera di dimissioni, si può evincere che vi sia stato un lungo e duro lavoro culminato con rilevanti traguardi.

“Quando venni assunta in Camera di Commercio italo-sudafricana alla fine del 2006, trovai una situazione di stallo con solo alcuni eventi programmati e la totale assenza di servizia alle imprese, ma grazie alle persone con cui ho avuto il privilegio di lavorare e agli imprenditori che mi hanno dato fiducia, siamo riusciti a rilanciare la Camera fino a portarla tra le prime 20 Camere bilaterali italiane nel mondo. Grazie al costante impegno, siamo riusciti ad avere disponibilita’ economiche, sia per l’acquisto degli uffici che per le riserve finanziarie, fondamentali per la crescita. La Camera italo-sudafricana è stata fondata 35 anni fa e il suo obiettivo principale era e rimane ancora quello di incoraggiare e migliorare le relazioni economiche tra Italia e Sudafrica, aspettativa condivisa appieno dal Governo italiano nei nostri confronti. Durante il mio mandato, adottando una startegia di adattamento ai tempi, ho contribuito, all’interno della Camera e nel Paese in generale, ad importanti successi con evedente sviluppo della presenza imprenditoriale Italiana in Sudafrica. Con un team dedicato, sono stata in grado di aiutare molti imprenditori italiani e sudafricani, in un ampio ventaglio di settori, ad aumentare la loro presenza ed importanza in entrambi i Paesi. Ho anche avuto l’opportunità di lavorare a stretto contatto con tutte le istituzioni italiane rappresentate in Sudafrica, e che compongono il SISTEMA ITALIA, tra cui l’Ambasciata Italiana a Pretoria, l’ Istituto per il Commercio estero e i Consolati. Proprio grazie alla nostra flessibilità, siamo stati in grado di assicurare continuita’ nel sostenere gli imprenditori che hanno deciso di utilizzare i nostri servizi di internazionalizzazione, in un clima economico globale difficile ma molto stimolante”.

Questa è una bellissima testimonianza di ciò che avviene fuori i confini nazionali e riguarda tutti, anche i cittadini che non ne sono direttamente coinvolti. Grazie alle nuove tecnologie, assistiamo ad una globalizzazione delle economie nazionali che riducono le distanze tra i Paesi. Questa nuova realtà, porta gli ‘addetti ai lavori del business’ come gli imprenditori, le Camere di Commercio ma anche le Ambasciate e le Organizzazioni non profit, a cooperare per condividere informazioni ed attuare strategie comuni in linea con questo enorme cambiamento. Un professionista esperto come Mariagrazia Biancospino che lavora da molti anni dentro questi meccanismi delicatissimi, può dare una lettura più accurata e fornire gli strumenti più adatti per gli imprenditori italiani che intendono espandere la propria presenza in un Paese tra i più ricchi e industrializzati dell’Africa. In sintesi e dati alla mano, il Sudafrica è un paese di quasi 60 milioni di abitanti che gode di una buona stabilità macroeconomica e di un ambiente prevalentemente favorevole alle imprese. Nel 2018, il prodotto interno lordo (PIL) è cresciuto dello 0,8% a circa $ 808 miliardi (sulla base della parità del potere d’acquisto – ppp, o $ 336 miliardi nella definizione di PIL standard più ampiamente utilizzata). La maturità economica sudafricana si riflette subito nel mix di settori: Primario (compresi agricoltura, pesca e miniere) 10%. Secondario (produzione, costruzione e servizi pubblici) 21%. Terziario (commercio, trasporti e servizi) 69%. Nel 2018 il settore del turismo ha registrato una crescita dell’11%, ben al di sopra della media globale dell’8%, capitalizzando gran parte delle bellezze paesaggistiche, le riserve naturali e le buone infrastrutture. Il Paese è un importante collettore di investimenti esteri, possiede grosse riserve minerarie, produce e trasforma in svariati settori tra cui agricolo, manifatturiero e high-tech. Alcune parti delle aree urbane del Paese vantano infrastrutture ben sviluppate paragonabili agli standard OCSE e la Borsa di Johannesburg (JSE) si colloca tra i principali mercati emergenti del mondo. Il Sudafrica, inoltre, è anche membro dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), del G20 e dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica); il Paese è in netta espansione economica e offre concrete opportunità per le aziende Italiane. Grazie ai social media e alle ultime tecnologie informatiche, il processo di internazionalizzazione delle imprese subirà una più rapida espansione; motivo ulteriore, e non di poco conto, per porre il Sudafrica all’attenzione di chi vuole diversificare gli investimenti. Mariagrazia Biancospino ci crede molto ed ha voluto condividere con noi informazioni strategiche sul Paese.

Il Sudafrica dista all’incirca 10.000 km di distanza dall’Italia, ma ha la stessa ora legale e questo può essere un grande vantaggio competitivo. Quali sono i principali metodi di approccio al mercato Sudafricano?

Lavorare con un Paese che si trova sulla stessa fascia oraria dell’Italia ha molti vantaggi. Si comunica in tempo reale con le controparti, a livello di assistenza tecnica e commerciale si lavora in modo diretto con gli uffici e le fabbriche, inoltre prendendo un aereo di sera si arriva la mattina senza perdere giorni di lavoro. La cultura imprenditoriale sudafricana è molto anglosassone, informale ma puntuale. Quando si incontrano le controparti bisogna recarsi presso gli uffici dell’azienda sudafricana, non sono ben visti gli incontri negli hotels o in aree pubbliche, l’imprenditore sudafricano preferisce discutere d’affari nei propri uffici di rappresentanza. La costituzione di una società è molto veloce, ci vogliono circa tre settimane per essere operativi, non è necessario avere un partner locale ed il sistema di tassazione è semplice e molto attrattivo.

In Sudafrica vi sono 9 Regioni molto diverse fra loro. Quali sono le zone economiche speciali sulle quali investire più di altre?

La zona più industrializzata del Sudafrica è senza dubbio il Gauteng che comprende Johannesburg e Pretoria, mentre per altri settori come la nautica, l’enogastronomia ed il turismo Città del Capo e Durban offrono interessanti opportunità di sviluppo. Vi sono poi anche dei distretti strategici in alcune aree del Paese, in particolare: automotive, oreficeria, calzaturifici, tessile ed altre produzioni industriali. Queste zone sono interessanti perché è possibile usufruire di incentivi e agevolazioni davvero notevoli. Anche le Start up sono molto attive e prosperano perché possono fare da collettore e valido supporto importante alla economia tradizionale attraverso un approccio meno accademico e più innovativo.

Quali sono i settori dove le aziende italiane trovano maggiori opportunità in Sudafrica?

L’Italia ha buone quote di mercato in diversi settori dell’economia sudafricana, in particolare: Agroindustria che spazia dai prodotti agroalimentari in senso stretto ai macchinari per il packaging del cibo e la trasformazione, Macchinari per l’agricoltura e la silvicoltura; Prodotti medico ospedalieri; Macchine utensili; Macchinari ed apparecchiature (soprattutto del settore automotive, tessile, legno ed industria pesante); Sistemi di automazione; Prodotti chimici e farmaceutici; Prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio; Macchinari movimento terra; Settore minerario; Automotive (soprattutto componentistica); Energie rinnovabili; Apparecchiature elettriche; Apparecchiature per uso domestico; Materie plastiche. Il Sudafrica democratico ha scelto l’Unione Europea come partner strategico, pertanto la maggior parte dei beni prodotti all’interno della UE arrivano in Sudafrica senza dazi doganali. Questo fattore o aspetto non è di poco conto, vedendo che al contrario certi paesi stanno alzando i dazi e i sistemi di controllo delle merci.

Città del Capo, Johannesburg, Pretoria, Port Elizabeth, Durban sono le città più conosciute (e sviluppate) rilanciate anche grazie ai mondiali di calcio del 2010. Dopo 10 anni quali sono i progetti futuri di questo Paese?

Il settore delle infrastrutture e delle grandi opere è in continuo fermento. L’Italia, con le Ferrovie dello Stato FS International, si è aggiudicata un grande appalto per la costruzione di un interporto vicino a Johannesburg. Il settore delle costruzioni sia residenziali sia commerciali è in visibile crescita costante e richiede sia materiali edilizi sia tutto ciò che concerne il sistema casa. Il settore delle energie rinnovabili vede l’Italia con ENEL green power primo investitore estero. Spesso le aziende Italiane coinvolte in progetti a medio/lungo termine portano con sé una cordata di aziende Italiane per le subforniture. Quello di agganciarsi è un sistema valido che consente di esplorare il Paese e al contempo abbassare i rischi classici degli investimenti in terra straniera.

Si dice che ‘Non è tutto oro ciò che luccica’. La sua lunga esperienza le ha permesso anche di vedere cosa non fare e dove non andare per non perdere tempo, soldi e preziose energie. Quali sono le ‘zone grigie’ di questo paese dalle grandi potenzialità?

I settori dove le opportunità sono minori per le aziende Italiane sono: il lusso, i mobili da ufficio e tutti i prodotti a basso valore aggiunto dove il prezzo è un elemento determinante. Se un’azienda Italiana vuole esplorare le opportunità d’affari con il Sudafrica, suggerisco di appoggiarsi a soggetti esperti che conoscono molto bene il Paese e non fidarsi delle proposte che si trovano per esempio su Internet. Consiglio sempre agli imprenditori italiani di venire in missione in Sudafrica prima di fare degli investimenti e di acquisire tutte le informazioni necessarie prima di prendere decisioni. Il Sudafrica è la porta d’accesso al mercato dell’Africa Subsahariana, mercato che si sta strutturando sull’esempio dell’Unione Europea con progetti di infrastrutture che permettono la libera circolazione delle persone e delle merci e l’abbattimento delle tariffe doganali. Sono presenti molte fiere di settore che attirano buyers da tutta l’Africa, consiglio sempre di visitarle ed eventualmente parteciparvi anche da espositori per avere un primo e utile contatto con il territorio.

Vista aerea della città di Cape Town

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