Museo Bellini, fra le più importanti collezioni private d’Europa

by Mundi Live

di Alessandro Luongo e Rocco Xavi

Nato a Firenze, il professor Luigi Bellini appartiene alla 21esima generazione della celebre dinastia fiorentina d’antiquariato. L’amore smisurato per la sua città lo caratterizza tanto che nel 1955 fece ricostruire il Ponte Santa Trinita, distrutto nella Seconda guerra mondiale, e illuminato di recente di rosso per salutare il capodanno cinese del Dragone. Un’iniziativa importante, quest’ultima, che unisce Italia e Cina nella nascita della “Fondazione del collezionismo d’arte europea” con due sedi: una nel capoluogo toscano, appunto, nel Museo Bellini (www.galleriabellini.com ), l’altra a Shangai.

<<In tutto 300 milioni di euro di capitale per acquistare in cinque anni opere d’arte d’immenso valore ma sconosciute perché patrimonio di collezioni private e che non saranno vendute>> ha dichiarato di recente. Fu proprio Luigi Bellini, dunque, a farsi promotore della ricostruzione del Ponte Santa Trinita <<com’era e dove era>> istituendo un comitato presieduto da Bernardo Berenson, fra i più grandi critici d’arte americani e che ottenne un sostanzioso contributo dalla facoltosa finanza americana del periodo. Passato il travagliato periodo della guerra, nel 1959 Mario Bellini, insieme al fratello Giuseppe, seguendo le orme del padre Luigi, fondò la Prima Biennale Internazionale dell’Antiquariato, unica al mondo come tale, che richiamò a Palazzo Strozzi una folla di visitatori e ebbe un successo mirabile, con la partecipazione di 111 espositori che i fratelli Bellini erano riusciti a riunire. In occasione della Prima Biennale, Giuseppe e Mario Bellini fondarono l’Associazione Antiquari d’Italia, selezionando i “veri” antiquari che, con tale marchio, proteggevano la loro attività. La creazione di quest’associazione creò alcuni rilievi da parte degli antiquari, in maggior parte dell’Italia del nord, che avevano costituito la FIMA (Federazione Italiana Mercanti d’Arte). L’Associazione Antiquari d’Italia entrò poi a far parte della C.I.N.O.A (Confédèration Internazionale des Négociants en Oeuvres d’Art), fondata a Bruxelles nel 1936, e della quale Giuseppe e Mario Bellini rivestirono la carica di Presidente e Segretario Generale della Confederazione, rendendo l’Italia, e in particolare Firenze, il fulcro dell’antiquariato mondiale.

 

Lui con la moglie Francesca, le figlie Sveva e Violante, accolgono nel prezioso museo Bellini, sulle rive dell’Arno, visitatori, studiosi, grandi collezionisti, direttori di musei da ogni parte del mondo. Dal 2008 hanno aperto le porte del loro palazzo, che ospita una delle più importanti collezioni private d’arte d’Europa. E’ così possibile visitare qui il florilegio di dipinti, sculture, arazzi e tessuti, con una guida che presenta anche la storia della famiglia Bellini, in sostanza del collezionismo d’arte dal 1756 a oggi.

Come da tradizione, la famiglia supporta i giovani ed emergenti artisti contemporanei di tutto il globo, i più talentuosi dei quali possono organizzare, con il supporto di Sveva Bellini, mostre personali e collettive, installazioni presso gli spazi espositivi di Magazzino n.5, nella galleria bassa di Palazzo Bellini. Fra i meriti principali della famiglia va inclusa la realizzazione della Biennale di Antiquariato di Firenze, che ha proiettato il capoluogo toscano sotto i riflettori internazionali del grande marketing culturale.

Proprio l’erede del fondatore della Biennale dell’antiquariato, Luigi, ha appena portato all’Himalayas Museum di Shangai una mostra che rievoca il Museo Bellini. Come? Con 350 opere d’arte rinascimentali e arredi. E in soli cinque mesi il Museo Bellini ha registrato 300 milioni di visitatori, tutti entusiasti. Non è un caso, dunque che la Fondazione sia finanziata solo da sponsor cinesi, che investono sempre più nella cultura del Vecchio Continente. E i rapporti di Bellini con la Cina sono sempre più solidi e stringenti. Il 28 settembre del 2017, il professore inaugurò sempre allo Shangai Himalayas Museum la mostra: “Miracolo, la famiglia Bellini e il Rinascimento”, replicata in tempi più recenti dal 27 aprile all’8 agosto 2019 al Chongqing Art Museum.

Luigi Bellini è oggi il segretario della Fondazione del collezionismo d’arte europea, insieme con l’amico Shen Qibin, considerato fra i più importanti divulgatori d’arte cinese e maggiori artisti contemporanei, e che proprio a Firenze, fino al 16 aprile 2020 espone la sua opera “+&-“: un insieme di evocazioni buddiste, il pieno e il vuoto, il più e il meno, l’antico e il contemporaneo, la fine e l’inizio. Alla serata di gala al Museo di Lungarno Soderini, e alla presenza del console Wang Fuguo e altre autorità internazionali, Bellini ha riaffermato che acquisirà opere che saranno esposte in tutto il mondo, senza venderle.

 

La nostra editrice  M.C con Luigi Bellini (  Presidente del museo Bellini, )

 

Insegnante di estetica per il corso di cinematografia al Centro studi tecnici e cinematografici di Firenze nel 1975, nel 2006 Luigi Bellini è diventato professore associato di Economia internazionale e sviluppo energia all’università Popolare di Pisa; ha frequentato scuole internazionali di arte ed economia, la Sorbonne di Parigi e il BousArt; ha ricevuto la laurea honoris causa dalla Luiss Pro Deo di New York e parla fluentemente quattro lingue: italiano, francese, inglese e spagnolo.

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