La Fondazione Heydar Aliyev

by Carlo Marino

Foto: Cerimonia di firma dell’accordo bilaterale tra la Fondazione Heydar Aliyev e il Vaticano per il restauro delle catacombe romane. Nella foto la Presidente della Fondazione Mehriban Aliyeva con il Card. Ravasi (2012)

La Fondazione Heydar Aliyev
Scrivere della Fondazione Heydar Aliyev ( Azero : Heydər Əliyev Fondu ) significa presentare al pubblico italiano una Fondazione che si identifica con la costruzione dell’Azerbaigian moderno.
Si tratta di un’Istituzione stabilita in base al desiderio della neonata nazione di esprimere la propria stima per l’ex leader dell’Azerbaigian, il defunto Heydar Aliyev (1923 – 2003), padre dell’attuale Presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev ed alla necessità di preservarne la ricca eredità morale.

Panoramica di Baku da Azneft Square

Panoramica di Baku da Azneft Square

La Fondazione Heydar Aliyev ha avviato la sua attività nel 2004 come soggetto non profit, privato e autonomo, senza finalità di lucro e con scopi di promozione dello sviluppo sociale, culturale ed economico. Attiva nelle principali reti internazionali della filantropia, la Fondazione ha contribuito alacremente alla costruzione della nuova società azera intervenendo, con progetti e risorse proprie, per la valorizzazione dei beni artistici e delle attività culturali, per la promozione della ricerca scientifica e per la formazione dei giovani, per il sostegno all’innovazione e all’imprenditoria sociale, per l’assistenza alle persone in difficoltà, per la salvaguardia dell’ambiente.

Presidente della Fondazione Heydar Aliyev è la First Lady dell’Azerbaigian, Ambasciatrice di buona volontà dell’UNESCO e dell’ISESCO Mehriban Aliyeva.

L’organo esecutivo della Fondazione è il Presidente, legale rappresentante che ne approva i programmi e la loro implementazione, identificando il contenuto dei progetti, le priorità specifiche della sua azione e la sua struttura. Il Direttore Generale si occupa direttamente degli interventi da realizzare ed opera con delega dei poteri propri del Presidente. Il Consiglio di Esperti, poi, composto da esperti qualificati, è un organo consultivo che opera nel quadro della Fondazione in modo da garantire la maggiore efficienza ed efficacia delle decisioni.  Il compito degli esperti è quello di preparare pareri e relazioni rilevanti da presentare al Presidente. Nell’organizzazione della Fondazione sono state istituite diverse strutture per l’attuazione di funzioni e compiti particolari.

Il logo della Fondazione Heydar Aliyev consiste in una stella a otto punte creata con le iniziali “HA” di Heydar Aliyev. La stella a otto punte ha origini sumere: il suo significato filosofico nello zoroastrismo è cielo, terra, acqua, aria, vegetazione, animali, uomo, nome. Essa rivela anche lo sviluppo dal semplice al complesso. Le lettere iniziali “HA” circondate dalla stella a otto punte, mostrano l’unificazione del popolo azero attorno alle idee di Heydar Aliyev. Ci sono due colori nel logo: blu e dorato. Il colore blu riflette il cielo, la democrazia, la rettitudine, la pulizia, l’innocenza, la pace, l’affidabilità, la sincerità e la nazionalità. Il colore dorato è il simbolo del sole, della pace, dello sviluppo e del futuro luminoso.

 

 

 

La Fondazione è stata attiva, tra l’altro, sia in Italia che in Vaticano. Fin dal 2012 è iniziata la Collaborazione tra la Fondazione e il Comune di Roma che ha ricevuto sia fondi per restauri da effettuare in Campidoglio che per sviluppare nuovi scavi archeologici nell’area dei Fori imperiali.

Fu firmata in Campidoglio, proprio nel 2012, una dichiarazione d’intenti tra Roma Capitale e la Repubblica Azera per la valorizzazione del patrimonio storico-artistico della Città Eterna. La collaborazione con l’Azerbaigian nel settore culturale diede subito origine ad alcune iniziative come la mostra “Azerbaigian, la terra dei fuochi sulla via della seta” al Museo della Civiltà Romana e la collocazione, a Villa Borghese, di un monumento al poeta azero Nizami Ganjavi, donato dalla Repubblica dell’Azerbaigian alla città di Roma.

Foto: Nel 2012 Insieme al sindaco, Gianni Alemanno, presenziarono alla firma dell’Accordo l’Assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico Dino Gasperini, il Sovrintendente ai Beni culturali di Roma Umberto Broccoli e il direttore dei Musei Capitolini, Claudio Parisi Presicce. Per l’Azerbaijan, l’allora l’Ambasciatore Vaqif Sadiqov – accompagnato dal Primo Segretario d’Ambasciata Nigar Huseynova e dal Funzionario Zaur Farhadov – ha rappresentato la Fondazione Heydar Aliyev, finanziatrice dei lavori.

 

Nel marzo 2021 è stato poi rinnovato l’accordo tra la Pontificia Commissione di archeologia sacra e la Fondazione per la valorizzazione e il restauro delle catacombe di Commodilla, rilevante complesso cimiteriale nel quartiere romano della Garbatella.

Il rinnovo dell’accordo costituisce solo l’ultimo passo della lunga e proficua collaborazione che, grazie al generoso contributo della Fondazione Heydar Aliyev, ha consentito alla Pontificia Commissione di archeologia sacra di restaurare numerosi monumenti pittorici nelle catacombe dei Ss. Marcellino e Pietro ad duas lauros e, in seguito, la collezione di sarcofagi conservata presso il complesso monumentale di San Sebastiano fuori le mura, aggiornandone anche l’allestimento.

Foto: Rinnovo dell’accordo tra Vaticano e Fondazione Alyev. Il Direttore Generale Anar Alakbarov e il Card. Ravasi (marzo 2021)

La Fondazione Heydar Aliyev ha finanziato, tra gli altri, anche i lavori di restauro del bassorilievo “Incontro di Papa Leone I con l’imperatore Unno Atilla” nella chiesa di San Pietro in Vaticano. Il progetto è stato realizzato nell’ambito dell’accordo concluso, nel febbraio 2019, tra la Fondazione e il Vaticano.

Tra il 2004 e il 2014 la fondazione ha pubblicato numerosi volumi che trattano della storia, della cultura, dell’arte, della cucina e della natura dell’Azerbaigian.

Da menzionare, in particolare, il volume pubblicato nel marzo 2010 intitolato “Azerbaigian” che contiene informazioni complete sulla storia antica, la cultura, le tradizioni, le caratteristiche etnografiche della nazione azera, con oltre di mille foto e disponibile in sette lingue: azero, inglese, russo, francese, italiano, tedesco e arabo.

You may also like

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Accept Read More