Hollywood sbarca a Matera: Clayton Norcross e la sua fiction “Angeli Brutali”

by Mundi Live

A trent’anni dalla  prima serie di Beautiful, seguitissima anche qui in Italia, il successo dell’attore Clayton Norcross, non accenna a diminuire. Clayton divide infatti il suo tempo tra Hollywood e l’Europa, lavorando per il Cinema, la televisione e il teatro. La sua fatica più recente è “Angeli Brutali”, una fiction ideata da lui stesso e da James W. Dean. La serie, ambientata fra Stati Uniti e Italia, toccherà i delicati temi del terrorismo e della vita dopo la morte, in uno scenario coinvolgente e dinamico, che probabilmente supererà di gran lunga anche quello le fiction poliziesche prodotte finora in Italia. Protagonista della serie, sarà un Agente dell’FBI, Mike Kryszinski, che si trasferisce in Europa, dopo uno scontro a fuoco… che “uccide” lui e la sua donna (Lupe), incinta del loro figlio. Quindi la serie finirebbe con la prima puntata? Assolutamente no, Mike e la sua compagna, quando vengono colpiti vivono un’esperienza di pre-morte, venendo catapultati in un mondo parallelo. Mentre Mike viene rianimato con successo, la sua compagna rimane come intrappolata in un’altra dimensione… Non ci resterà quindi che scoprirne il seguito.

L’attore e produttore, idolo del mondo femminile dagli anni ’90 ad oggi, il 15 Luglio ha visitato Matera, “Capitale della Cultura 2019”, per la seconda volta. L’anno scorso, infatti, aveva già scoperto i Sassi di Matera, che in precedenza ospitarono grandi produzioni cinematografiche (di cui abbiamo parlato in questo articolo, NdR), alla ricerca dello scenario perfetto per il suo film “The Tailor – Il Sarto”.

Margherita Chiara Immordino Tedesco, anche lei ospite a Matera con l’Attore assieme a molte altre personalità di spicco, lo ha incontrato in un’ intervista interessante e stimolante.

L’attore e produttore, idolo del mondo femminile dagli anni ’90 ad oggi, il 15 Luglio ha visitato Matera, “Capitale della Cultura 2019”, per la seconda volta. L’anno scorso, infatti, aveva già scoperto i Sassi di Matera, che in precedenza ospitarono grandi produzioni cinematografiche (di cui abbiamo parlato in questo articolo, NdR), alla ricerca dello scenario perfetto per il suo film “The Tailor – Il Sarto”.

Margherita Chiara Immordino Tedesco, anche lei ospite a Matera con l’Attore assieme a molte altre personalità di spicco, lo ha incontrato in un’ intervista interessante e stimolante.

 

Clayton, sei un attore famoso in tutto il mondo, molto acclamato in Italia, inoltre sei anche un autore e un produttore. Ci racconti qualcosa, riguardo la tua nuova sceneggiatura?

Certamente, Angeli Brutali è una serie che tratta il delicato argomento dei mondi paralleli. Il protagonista è un poliziotto americano molto impulsivo, autoritario e nervoso, furioso, se vogliamo. È turbato della ferita lasciatagli dal padre. A causa di ciò, tutto gli crolla addosso e dagli Stati Uniti si trasferisce in Italia, dove avrà molto da imparare. Il protagonista scopre un mondo parallelo al nostro. Si sente responsabile della morte della sua fidanzata Lupe, dalla quale viene in un certo senso tormentato; questo perché l’amata gli fa visita da un’altra dimensione, mentre lui cerca di rimettere in sesto la sua vita.

La storia tocca anche il tema del terrorismo, trasponendolo in un genere popolare, come è quello del poliziesco; quel tragico fenomeno internazionale che, finora, fortunatamente, non ha colpito l’Italia. Mentre la Francia, l’Inghilterra, la Spagna e la Germania, il Belgio e molti altri Paesi sono stati gravemente feriti dal terrorismo, l’Italia ne resta immune. Purtroppo, però, il suo potenziale devastante rimane sempre in agguato, perché ci sono molte zone calde e ad altre rischio in Europa e il terrorismo oltretutto- come si è visto – non deve venire necessariamente da fuori, ma spesso si genera da cellule integrate all’interno del Paese ospitante o addirittura natio.

Il protagonista è un esperto pistolero e concorre per un alta carica, nella squadra dell’Interpol, con l’obbiettivo di fermare i terroristi. Nella storia c’è anche un personaggio di forte impatto, di nome Lorenzo. Quest’ultimo ha una mentalità tipicamente italiana. È come in Arma Letale, dove il personaggio di Danny Glover e l’altro di Mel Gibson – entrambi poliziotti – hanno percezioni molto diverse dello stesso mondo. È una storia molto complessa,fatta di culture diverse, credo spirituali, ferite paterne e molte altre cose, tessute insieme in una storia assai avvincente. Questo è ciò che voglio regalare. Voglio regalare alte vibrazioni e aprire le menti, con un mezzo che intrattenga, diretto a un pubblico internazionale, ma “made in Italy”.

La tua carriera di autore e sceneggiatore quando è iniziata?

La mia carriera di attore è cominciata attorno al 1978. Frequentavo l’Università di San Diego e conobbi un autore americano, di nome Norman Corman (Radio Days), una specie di Vittorio Gassmann nella nostra cultura statunitense. Teneva un corso nella mia Università e recitai una scena per lui, che io stesso avevo scritto e all’improvviso, entrò nello studio e mi disse: “Molto, molto interessante, hai un animo gentile e vibrazioni davvero interessanti, mi ricordi tanto Robert Redford”.

Questo fu un complimento magnifico, pronunciato da un tale professionista, che mi paragonava addirittura a un attore così famoso. Allora dissi a me stesso: “forse questa è la mia strada, la strada giusta per inserirmi nell’Industria del Cinema”, che rinomatamente è molto chiusa, a meno che tu non abbia delle conoscenze al suo interno.

Questa fu la mia ispirazione.

Ero un giovane studente, non ero ancora mai stato a Hollywood e quando vi arrivai, lavorai come modello per un po’. Ho poi preso confidenza davanti alla telecamera proprio qui in Italia, a Milano, dove ho fatto diverse, importanti Campagne per Armani, per Venturi, per Ferragamo. Fu così che riscossi il mio primo vero successo, proprio nel Bel Paese; anche per questo l’Italia mi  è davvero molto cara. L’ho visitata più di trenta volte, tant’è che è diventata una seconda casa per me. Ovviamente, ha inciso molto anche il successo della serie Beautiful, partita nel 1987. Non immaginavo, allora, che ottenesse un così enorme riconoscimento in  un centinaio di Paesi stranieri, Italia compresa. Quando venni qui, non potevo camminare per strada, mi sentivo come uno dei Beatles. Non potevo sedermi a godermi un piatto di pasta, che vedevo le persone impazzire appena mi riconoscevano. Ero diventato di famiglia ed ero diventato un appuntamento fisso in televisione dove, certo, io non vedevo loro, ma loro vedevano me.

Questo è stato l’inizio della mia carriera. Ora sono diventato anche un autore e produco i miei lavori, ma è cominciato tutto così. Finora ho lavorato in quattro diversi Continenti, riuscendo a vedere il mondo, facendo ciò che amo.

Temi molto forti sono presenti nel nuovo lavoro – la vita dopo la morte, le anime, Maestri ascesi… Qual è la relazione tra Clayton Norcross e la spiritualità?

Mi reputo un uomo molto spirituale e questo perché credo che la vita non sia solo fisica. Noi siamo esseri spirituali in un corpo fisico e non il contrario. Questa, per me, è un’importante distinzione e quindi i pensieri e le idee scaturite dalla mia mente sono rapportati a questa realtà. Ciò significa che quando mi alzo dal letto la mattina, prego, mi connetto col divino, accolgo il mio intuito per sapere cosa è giusto fare. I valori e gli ideali nella vita spirituale, determinano ciò che il tuo corpo fisico riuscirà a fare, anche per quel che riguarda lo scrivere sceneggiature ed il contenuto dei messaggi divulgabili tramite i Media. Abbiamo un incredibile potere. Prendo seriamente in considerazione il fatto che lavorare in televisione o al Cinema arrivi ad incidere sulle persone e può anche cambiare delle vite.

Non intendo sembrare troppo orgoglioso, ma il mio personaggio, Thorne, ha forse persino raggiunto milioni di persone in più di quanto il messaggio di Gesù Cristo non abbia mai fatto e questo solo per merito del potere della televisione. Non sono meglio di Gesù, assolutamente non lo pretenderei mai, ma faccio mio, quel messaggio di amore, pace, gentilezza e pazienza, portandolo in un modo nuovo, con una nuova tecnologia capace di esaltarlo e diffonderlo con straordinaria efficacia.

Qual è il tuo pensiero riguardo l’interconnessione tra programmi tv, film e vibrazioni, intese come energia? Come mai è molto importante dare un nuovo messaggio in tv, con film dove ci sono angeli o elementi di questo tipo?

Penso ci siano artisti che hanno vibrazioni molto alte. Di sicuro ci sono produttori, attori, registi, che sono motivati solo dai soldi, ma ce ne sono altri profondi, che pensano allo spettatore e che ci mettono il cuore. Una produzione televisiva è un’enorme sinergia di diversi artisti che si mettono insieme per combinare le loro sensazioni. Il regista è in gran parte responsabile nello scegliere quelle specifiche personalità, per creare questo prodotto chiamato “film”; in questa grande collaborazione, perciò, penso che il suo ruolo sia cruciale. Personalmente, da attore, sono stato in grado di apportare tante peculiarità al personaggio Thorne, aspetti specifici che non erano scritti sul copione. Ho voluto metterci le mie sensazioni, per trasmettere la mia spiritualità o l’assenza della stessa, quando necessario. Non è abbastanza essere solo un artista, devi riuscire a far risuonare ciò che è davvero importante nella vita, in modo che le persone lo percepiscano e lo assorbano a livello visivo ed emozionale.

Qual è la connessione tra la “nuova guerra”, il terrorismo e la sicurezza informatica?

Come riesci a mettere in relazione il mondo spirituale con il mondo dell’Intelligence e della Sicurezza internazionale?

Penso che il terrorismo sia semplicemente un simbolo, di come la paura possa rendere folli. Credo che non riguardi la Fede e l’amore, ma piuttosto l’odio e la violenza che scaturiscono appunto dal terrore. Conosciamo tutti ormai quell’orrore; bambini uccisi col gas per strada, dove giacciono morti avvolti in uno scialle, tra le braccia delle madri, lo shock che provocano nelle persone gli stessi atti terroristici.

Non è certo meno intenso e coinvolgente di quando vediamo qualcuno, scegliere l’amore e proteggere l’innocenza.

Questo contrasto è molto importante e ciò che guida Mike realmente, è la connessione spirituale che ha con suo padre ucciso dall’FBI e dalla CIA; quando lo scopre, la sua aggressività esplode. Quello che lui pensava fosse il suo Paese, gli ha invece portato via l’unica cosa che amava da sempre, sentendosi derubato di quella preziosa relazione. Lui percepisce che quelle che gli vengono raccontate su suo padre, sono solo bugie e lotta per questo. Sa che era un brav’uomo, non un traditore, non crede a quello che gli raccontano, ma è solo in questa sua battaglia. Tutti gli dicono: “sei pazzo, tuo padre è morto, era un traditore, dimenticalo” e tutto questo succede mentre Lupe, quando gli appare, gli parla dall’altra parte del velo.

 

La nuova fiction sarà ambientata negli Stati Uniti, in Europa e in Italia, cosa ami di più dell’Italia?

Molti americani vivono per lavorare, gli italiani – penso di averlo capito un bel po’ di tempo fa – lavorano per vivere: un approccio alla vita molto diverso. Gli italiani si prendono un mese intero ad Agosto per riposare, per stare con la famiglia, per godersi il mare, il sole. C’è un motivo per cui la cultura rinascimentale si è sviluppata qui. Amo il lavoro di Galileo, di Michelangelo, di Leonardo Da Vinci, di Caravaggio, solo per citarne alcuni. La culla della Cristianità è qui al Vaticano. La Chiesa cattolica ha permesso di fare arte, ha finanziato l’arte. L’Italia, oltre a essere un bellissimo Paese, è pieno di calore e ciò che amo degli italiani è che, quando ti vogliono bene significa che hai lasciato un segno e non ti dimenticano, il contrario di ciò che succede ad Hollywood. Quì c’è sentimento. Hollywood è molto motivata dai soldi. Gli italiani certamente amano i soldi, ma si sentono più orientati verso i sentimenti della vita umana. Penso ci sia un modo di sposare le due cose, come in Beautiful. C’è un modo per metter su una storia, che parli di sentimenti e che li trasmetta, andando bene anche a livello commerciale. Questo è ciò che Angeli Brutali sarà.

Nella storia di Beautiful interpretavi Thorne, un bellissimo uomo, un uomo stupendo, ma in contrasto con Ridge. Quel tuo personaggio ha sempre sofferto per una donna che, nonostante rimanesse insieme a Thorne, continuava ad amare Ridge. Nella tua vita chi vince fra i due? Vince il sentimento? È Thorn a vincere?

Beh, Thorne rappresenta ciò che è dentro ogni uomo sotto il punto di vista spirituale e amorevole. Lui ha fiducia che la sua, sia la maniera per vincere la sfida che gli si pone davanti. In quel caso la donna è solo un simbolo dell’abbondanza, che noi ricerchiamo nelle nostre vite, abbondanza che può giungere sotto forme differenti: una carriera che ami, qualcosa di gratificante da fare, come anche trovare e amare la donna giusta, sentire la ricchezza della vita con i tuoi figli, creare uno stile di vita soddisfacente nel lavoro o nella comunità. Quindi lui vive un suo punto di vista nella vita e Ridge, di certo, ne mostra e vive un altro, ovvero quello del cattivo ragazzo sulla Harley, con i tatuaggi, quel tipo di ragazzo un po’ difficile da conquistare. Odio questo tipo di uomini, sono uomini molto stupidi. Tu sembri essere una donna di grande esperienza e classe con una maturità che molte giovani donne non hanno e che sarebbe bene acquisissero. Dove potrebbero acquisire questa consapevolezza? Chi può insegnarlo loro? Sicuramente in gran parte la televisione, internet, film, telefilm o ancora, l’ambiente scolastico. L’istruzione, come la religione, dovrebbero essere fondamentali in tutto ciò, ma vedi, molte persone con cui ho parlato mi hanno confidato di essersi allontanate dalla Chiesa e credo che questo accada perché la Chiesa non si aggiorna. Non compare nei social media, nei film, nei media in genere, mentre la televisione finanzia progetti che come appunto “Angeli Brutali”, che mostra il volto della spiritualità, in un modo contemporaneo e avvincente.

Che progetti hai per il futuro?

Ho tre progetti adesso nella Penisola. Uno di questi è per un reality show di gran classe, è davvero uno show avventuroso, nel quale mi affiancherà la mia partner Grace De Agazio, che fa la wedding planner e assieme alla quale produco Beautiful Wedding. Siamo una “coppia platonica”, ma abbiamo una grande sinergia. Grace vive a Lerici, in Liguria e abbiamo lavorato insieme per circa due anni, creando questo nuovo show, che parla di bellezza e di matrimonio, conducendo gli spettatori e i partecipanti in posti inesplorati dell’Italia. C’è talmente tanta ricca cultura e stupendo fascino, da scoprire in queste piccole città dell’Italia. Dalla Toscana alla Puglia, dal Piemonte al Lazio, come ad esempio la città di Bagnoregio, un borgo splendido, che nessuno conosce  in America.

Il reality ruota attorno all’amore che c’è dietro la cerimonia e talvolta al dramma che c’è dietro la stessa. Lo show seguirà la coppia, da quando arriva in un paese straniero, sentendosi un po’ come un “pesce fuor d’acqua”, fino al matrimonio. La seguiremo sotto tutti gli aspetti, a prescindere che abbiano un piccolo o un grande budget a disposizione. Noi saremo lì con loro, rendendo memorabile il loro matrimonio.

Hai recentemente visitato Matera, che quest’anno è la capitale della cultura del 2019. Cosa puoi raccontarci della tua visita ai celebri Sassi? Prevedi un progetto di futura collaborazione con Matera?

Ho visitato la prima volta Matera poco più di un anno fa e la stavo considerando come location per Beautiful Wedding, perché penso che la Puglia, come la Basilicata, siano purtroppo molto sottostimate per quel che riguarda il turismo. Ho intuito in Matera delle forti potenzialità, ideali anche per una delle location di Angeli Brutali.

Le grotte, di certo ricordano molto la Palestina, infatti proprio li Mel Gibson, ha girato la “Passione di Cristo”. Penso che sia proprio un posto meraviglioso. Non sono sorpreso che l’abbiano scelta come Capitale della cultura dell’anno. Penso abbia qualcosa di molto speciale da offrire.

Ho anche un’altro progetto per Matera, quello del Festival del Cinema e spero proprio che riusciremo a organizzarlo al meglio, per dare ai giovani artisti un palco, scegliendo tra alcuni progetti locali da attuare per l’Italia meridionale: Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, per citarne alcune. L’espressione artistica nella televisione, deve avere altri obiettivi e motivazioni, oltre ai soldi. Ovviamente c’è bisogno di denaro per realizzare i progetti, ma possiamo donare un messaggio edificante, piuttosto che il solito brutto messaggio, come ad esempio succede ne “il Grande Fratello” o programmi simili. Possiamo alzare il livello di coscienza dell’intero pianeta, possiamo riuscirci.

Possiamo quindi immaginare Matera, come location per un prossimo film?

Penso che sia una bella idea. So che James Bond sarà a Matera molto presto. Stanno per girare in Basilicata una parte del nuovo film di 007 e lo stanno facendo per un motivo: perché c’è un’atmosfera speciale nella città, molto romantica. Come del resto, nel vicino Mar Ionio, un’area molto bella, Policòro, Altamura…

Ci si potrebbe girare un film molto interessante, ad esempio, sulla storia di un archeologo e ho già qualche idea al riguardo.

Clayton, che piani hai dunque per Matera?

Sono stato invitato da questa adorabile giornalista a  Matera di nuovo, non solo per parlare dei nuovi progetti, ma anche per incontrare persone che stanno creando un’ambiente culturale edificante, celebrando la città, celebrando l’Italia in generale. Quindi non vedo l’ora di visitarla, non vedo l’ora di soggiornare al Castel Sant’Angelo e per merito della mia notorietà e della pubblica opportunità che mi state dando, non vedo l’ora di far conoscere al Mondo, la splendida Matera.

Pensi che Matera possa essere la nuova Brera del cinema?

Perché no? Non ci sono scuole di Cinema molto acclamate nell’Italia meridionale e io ho un amico regista che vive a Napoli, il suo nome è Luca Guardabascio, un regista di gran talento che ha fatto molti documentari per la RAI, un uomo con una spiccata integrità artistica, che tiene molto ai valori del Sud riguardo la casa e la famiglia. Penserei a lui, come professore per formare giovani registi.

Ad Hollywood se tu fai qualcosa per bene nel campo dell’intrattenimento, i soldi arrivano, altrimenti ti schiacciano. Considero molto collegata l’integrità artistica con il successo, ma penso che il “sistema”, abbia bisogno di essere modificato, o perlomeno che necessiti di finanziamenti privati, per motivare gli artisti a dare veramente il loro meglio.

Cosa ne pensi del futuro del pianeta Terra, come te lo immagini fra 10 o 20 anni?

Ci sono fenomeni preoccupanti al momento come il riscaldamento globale, nonché la proliferazione di armi nucleari, che ci danno il potere di autodistruggerci e che sono in mano a Paesi folli come L’Iran e la Corea del Nord, indipendenti da ogni restrizione. Abbiamo molte sfide, abbiamo la fame dei Popoli in luoghi come l’Africa, mentre qui in Occidente abbiamo una sovrapproduzione di cibo rispetto a quello che consumiamo, ma sembra non si riesca a trovare una strada, per mandarne dove ce ne è più bisogno. Ci sono molti argomenti di cui potremmo parlare, che avrebbero bisogno di un approccio più spirituale. Ci fu un insegnante magnifico, i cui insegnamenti ascoltato molto spesso, il suo nome è Marshall Rosenberg, che purtroppo è scomparso lasciandoci un’importantissima eredità sulla comunicazione non violenta, su come comunicare con altri esseri umani, senza provocazione, con comprensione, con empatia. Una spiritualità senza le trappole delle Religioni, che a volte può separare i musulmani dai cristiani, gli ebrei dagli indù e così via. Nella mia chiesa in America sono presenti e ammesse tutti i credo, non è importante il nome con cui chiami Dio, è importante che chiami Dio. Questa è la cosa importante, su cui penso abbiamo bisogno di concentrarci.

You may also like

Leave a Comment

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Accept Read More