Fondazione Canova, sono iniziate le celebrazioni per i 200 anni

by Mundi Live

Intervista al Direttore Mario Guderzo

di Elvio Bordignon e Margherita Chiara Immordino Tedesco

 

Fondazione Canova è l’Organizzazione culturale internazionale che amministra e valorizza il grande patrimonio canoviano di Possagno (Treviso). Voluta a metà dell’Ottocento da Giovanni Battista Sartori, il fratello di Antonio Canova, Fondazione Canova ha saputo proporre in questi due secoli di vita una delle prime grandi collezioni artistiche italiane, la Gypsotheca che raccoglie tutti i modelli originali creati dallo stesso Canova nel suo atelier romano per consentire successivamente alla sua bottega di replicarli in marmo.

Oltre alla Gypsotheca e Museo, Fondazione Canova custodisce e promuove la conoscenza della Casa natale dell’artista dove ancora oggi è possibile ritrovare il tratto di quell’intima originalità italiana che ha caratterizzato la sua infanzia, la sua formazione giovanile, le sue relazioni con l’ambiente pedemontano. Dagli arredi agli strumenti di lavoro, dai vestiti di gala ai libri che gli furono di ispirazione artistica, tutto parla di lui, della sua amabilità e grande umanità. Oggi, Fondazione Canova è una delle realtà culturali italiane più vivaci e attive grazie a un monumentale e prezioso archivio storico e una grande dotazione libraria che consente di proseguire – attraverso la Direzione del Museo e il Centro Studi – la ricerca e l’analisi scientifica e storica sulla vita e sull’arte di Canova. Tale realtà è supportata dalla preziosa collaborazione con le principali istituzioni culturali nazionali e internazionali. La Fondazione accoglie ogni anno circa quarantamila visitatori tra studiosi, ricercatori, studenti, famiglie e appassionati di scultura e di architettura. Il dovere di tutelare e conservare le centinaia di opere conservate nella Gypsotheca e Museo Antonio Canova è molto sentito e disegni, incisioni, dipinti, terrecotte, gessi e marmi, impongono una continua attività di restauro condotta con le più sofisticate tecniche oggi a disposizione. Questo anche per trasmettere il patrimonio artistico canoviano alle future generazioni.

Tra i moltissimi visitatori che ogni anno vengono accolti nel Museo Canova di Possagno, il cinquanta per cento è costituito da universitari, studenti di ogni età e corso fino ai piccoli delle scuole d’infanzia. Il mondo della scuola, sia italiana che straniera, è considerato un obiettivo importante e particolarmente significativo per la Fondazione che da sempre si impegna nella preparazione e nella cura dell’offerta museale destinata alla didattica e in accostamento al lavoro che le scuole svolgono prima e dopo la visita in Museo degli allievi. In particolare, ai gruppi scolastici, la Fondazione offre da alcuni anni il servizio gratuito di guida con un operatore culturale formato pedagogicamente per presentare le opere di Canova ai ragazzi di ogni età. Per ogni istituzione scolastica, al momento della prenotazione, Fondazione Canova ritaglia un particolare percorso di visita adatto agli specifici obiettivi scolastici, all’età, al percorso di studi, approfondendo la tecnica usata da Canova oppure i miti raccontati nelle sue statue o ancora la vita dell’artista e i suoi legami con il mondo politico e artistico dell’epoca. All’inizio di ogni anno scolastico, la Fondazione ospita in Museo tutti i docenti interessati alle attività museali e offre loro un “open day” di presentazione.

Infine, a fronte di generosi contributi ricevuti, Fondazione Canova offre anche la visibilità nella comunicazione e una serie di iniziative che consentono a sponsor e partner di organizzare eventi, convegni e serate aziendali in Museo creando una fidelizzazione che agevola e facilita la partecipazione alle iniziative culturali. La Fondazione negli ultimi anni ha potuto così conoscere un numero sempre maggiore di aziende che fanno del sostegno culturale uno dei punti di forza del loro bilancio sociale e della fidelizzazione al territorio in cui operano.

 

Antonio Canova sembra quasi il prototipo di imprenditore moderno. Origini umili, lavora sodo in bottega (oggi il garage), studia a Venezia, fonda un atelier a Roma (oggi la Startup) e poi quando conosce il successo arriva a viaggiare anche all’estero fino a conoscere a tal punto Napoleone da diventarne grande amico e confidente oppure rischia quasi di finire negli Stati Uniti alla presenza del presidente Jefferson e poi ancora diventa filantropo e benefattore. In questo senso Canova potrebbe essere, in un momento difficile e delicato come questo per l’Italia, fonte di ispirazione e lui stesso modello per una grande e nuova rinascita?

 Canova è stato un vero imprenditore con una sua propria azienda registrata da cui venivano inviati in tutta Europa i suoi capolavori. L’arte è stata quindi fondamentale per lanciare l’immagine dell’Italia nel mondo quale messaggera e portatrice di bellezza. Canova lo aveva intuito e soffriva particolarmente quando c’erano problemi di natura guerresca perché consapevole che ciò avrebbe comportato anche la distruzione delle opere d’arte costate tantissima fatica. Per questo si è trovato anche a scontrarsi con il re di Francia Luigi XIII per riottenere dei capolavori riuscendovi. Canova è nato del Nordest e si è portato a Roma come in tutto il mondo questo modello fatto di esperienza, sensibilità, operosità, curiosità. È stato in sostanza un vero veneto emigrante che, nonostante i successi e i fasti, mandava a casa i suoi guadagni con la speranza un giorno di ritornarvi. Vi è in lui un lato molto umano che poi si ritrova anche nelle sue opere legate soprattutto al ballo e alla danza popolare. Un modello ancora vincente ma non basta più. L’Italia, oggi, tra i vari obiettivi importanti potrebbe diventare nuovamente e più consapevolmente il Paese messaggero della bellezza perché la bellezza apre qualsiasi porta.

 

 La Gypsotheca è un luogo quasi sacro perché custodisce le opere originali in gesso modellate dalle mani di Canova. C’è competizione o collaborazione con i grandi musei del mondo (Ermitage, Louvre, Victoria and Albert Museum, Wellington Museum, Galleria Borghese e Palatina, Musei Vaticani, etc.) che invece custodiscono le statue in marmo?

Non c’è competizione ma al contrario c’è confronto continuo, collaborazione, dialogo e profonda stima. I musei sanno molto bene che i modelli custoditi qui a Possagno rappresentano il cuore pulsante dell’artista. Noi siamo l’archivio unico, la fonte e parliamo con tutti molto facilmente. Qui c’è il cuore per la conservazione e anche il cervello per la divulgazione perché conosciamo perfettamente l’artista e le sue opere. Per questo ogni giorno c’è un grande lavoro che va dal trattenere le relazioni con gli enti pubblici, i musei, le gallerie d’arte, i privati – quando viene scoperta un’opera ritenuta poi originale parte un enorme lavoro che va a coinvolgere tutto il mondo della cultura e non solo – fino alle forze dell’ordine per questioni legate alle contraffazioni. In proposito, è da specificare che vi è un distinguo tra le opere di Canova e quelle canoviane (riprodotte per esempio da amici o colleghi). Un esempio è l’opera ‘Amore e Psiche giacenti’ custodita al Louvre, dalla quale è stato ricavato un esemplare ora in una villa a Como.

 

 Quest’anno sono iniziate a luglio le celebrazioni per i duecento anni della posa della prima pietra del tempio canoviano di Possagno. Le celebrazioni dureranno fino al 2022, anno in cui si festeggeranno i duecento anni della morte dell’artista. In sintesi, può dare una panoramica del grande evento e un motivo per parteciparvi?

 La cosa bella e interessante è che tutto è iniziato a luglio ma stiamo ancora costruendo un programma che verrà completato solo più avanti. Si tratta in sostanza di un vero work in progress perché tante sono le mostre o rassegne o eventi organizzati in Italia e nel mondo che stanno nascendo sull’onda dell’entusiasmo e in nome della cultura italiana. Lo spirito è quindi questo dove Possagno vuole dare a tutti la possibilità di parteciparvi sia come pubblico che come ente pubblico o privato. Va detto che c’è ancora tanta gente che non conosce Canova per cui il lavoro di contaminazione è ancora lungo e non basteranno questi due anni. Inoltre, a questo si aggiunge anche una sorta di rivalutazione che deve essere fatta in virtù del fatto che c’è gente che quando scopre Canova per la prima volta (anche in età adulta) rimane davvero sconvolta. Anche questo mi sembra un buon motivo per conoscerlo. Ogni attività può essere seguita sul nostro sito internet: www.museocanova.it (mostre e eventi).

 

La Casa natale di Canova è funzionale anche all’attività didattica che sta riscuotendo enorme interesse tra i ragazzi. Perché i giovani dovrebbero ritornare a usare le mani per fare qualcosa che sia diverso dall’usare uno smartphone? Oppure, si riesce a far coincidere la manualità con il digitale e far nascere qualcosa di nuovo in questo luogo?

 Cerchiamo di riportare i ragazzi alle origini ma con un occhio naturalmente alle nuove tecnologie. I ragazzi di oggi faticano a scrivere a mano e nelle accademie si abbandonano i corsi di scrittura manuale per fare video arte (eppure Steve Jobs, fondatore della Apple, frequentò invece un corso di calligrafia e lo utilizzò poi per i suoi programmi di scrittura). Notiamo però che a contatto con la materia grezza si risvegliano e ciò ci fa ben sperare. I bambini hanno bisogno di toccare le cose per scoprirle e conoscerle e noi come Fondazione Canova li aiutiamo a sviluppare una certa sensibilità non solo fisica ma anche spirituale perché solo lo spirito dà la possibilità di elevarsi e Canova lo sapeva bene. Credo abbiamo perso ormai una generazione, ma sono ancora molto ottimista perché vedo come reagiscono i bambini che vengono in visita qui (le scuole costituiscono il 20-25% degli ingressi). Sono quegli stessi bambini che ritornano nei musei a 35 anni, ma ritornano. Le visite servono anche per catturare le diverse nature e personalità, pertanto investiamo ogni anno parte delle nostre energie e economie su questa precisa direzione.

 

 Gypsotheca e Museo Canova assieme accolgono eventi sempre molto apprezzati e seguiti. In proposito ho sentito parlare di visite notturne al lume di lanterna. Cosa desta nell’animo delle persone questa iniziativa alquanto suggestiva già solo nel titolo? Ha degli aneddoti di cose particolari accadute?

Antonio Canova nelle sue lettere invitava anche gli amici a venire a trovarlo di notte così da portarli a vedere le sue nuove creazioni. Muniti di una semplice e sola torcia, nel buio e nel silenzio più totale potevano ammirare ma soprattutto percepire meglio la perfezione delle misure e la dimensione dei corpi. Tale iniziativa quindi non è nuova, è un vero e proprio esperimento sensoriale e viene organizzata ogni primo sabato sera del mese. Abbiamo visto che molte persone ritornano ed è successo che una persona è pure svenuta. Diciamo che le persone si ritrovano a vivere di colpo in una dimensione quasi sovrannaturale, sospese in un senso di beatitudine e gusto palpabile per l’eterno. Quell’eterno che ancora oggi accompagna sensibilmente Canova.

 

Ultima e prossima iniziativa della Gypsotheca e Museo Antonio Canova?

 L’ultimissima è avvenuta sabato scorso 21 con il TEDx Treviso Salon. Le statue sono state per l’occasione avvolte da un colore rosso acceso e il tema naturalmente è riguardato la “Bellezza che salva il mondo”. Gli speacker scelti hanno dato tutti un prezioso e personale contributo, Simone Savogin (saper gestire le cose con tatto e cura, siamo uno sbaglio e uno sbadiglio in un uragano), Mariangela Galatea Vaglio (c’è ansia da perfezione, l’arte dei neoclassici era invece molto trasgressiva), Silvia Visconti (sapersi disegnare addosso una vita su misura, diffondere la gentilezza), Luca Rosini (resilienza come antidoto alla bruttezza, etica e estetica unione tra buono e bello). Infine, a chiudere, Vittorio Sgarbi Presidente della Fondazione Canova Onlus che ha letto e commentato alcuni passi tratti dal suo ultimo libro “Il Novecento Vol. II” (non il possesso della bellezza ma la coscienza del bellezza). L’imminente iniziativa intitolata “Un museo senza barriere -Porte aperte, occhi aperti, mente aperta” riguarderà una campagna di raccolta fondi per rendere il museo più accessibile, inclusivo e aperto a diverse comunità. Questo, per poter costruire attività didattiche rivolte a ogni tipo di pubblico che mirino al benessere del singolo visitatore. In particolare, lavorare per l’abbattimento delle barriere architettoniche, creare percorsi adatti alle esigenze di persone ipovedenti, sviluppare laboratori dedicati a famiglie e scuole.  Si possono trovare le indicazioni del progetto su internet scrivendo “Rete del dono Fondazione Canova Onlus”.

You may also like

Leave a Comment

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Accept Read More