Finanza Islamica: al servizio degli ultimi del Mondo

by Mundi Live

Intervista al CEO di Dubai, Fahad Al Gergawi

di Margherita Chiara Immordino Tedesco

Media e televisioni d’occidente negli ultimi anni, ci hanno abituato ad una visione spesso erronea e fuorviante dell’islam e del mondo arabo. Molti aspetti della cultura emiratina, come nel caso della finanza, spiccano ed eccellono a livello mondiale per prestigio e spirito avanguardista. La finanza negli Emirati Arabi Uniti, si basa su principi di etica e trasparenza ed è rivolta a tutti, prescindendo dal credo religioso dei singoli individui. Importando tali principi, nel mercato economico globale ,si riuscirebbe a devolvere parte dei fondi in progetti sociali caritatevoli e ad investire in iniziative socialmente sostenibili; punti cardine su cui ruota tutta la finanza islamica, riflettendo i fondamenti della loro cultura.

Una progressista finanza sociale quindi, sviluppata in aderenza ai principi della Sharia in materia di giustizia socioeconomica, uguaglianza e prosperità collettiva, attraverso la mobilitazione di istituzioni come Zakat ( dovere religioso di “purificazione” della propria ricchezza ), Waqf ( costituzione, a scopo di beneficenza di un usufrutto su beni immobili ) e moltissime associazioni benefiche presenti negli Emirati Arabi Uniti.

I politici e le organizzazioni umanitarie internazionali dovrebbero iniziare a considerare la finanza sociale islamica, come un’opzione praticabile in un’era in cui i cambiamenti climatici stanno allungando, senza precedenti, i meccanismi di risposta degli aiuti umanitari.

Come funziona? Ogni anno, i musulmani sono tenuti a donare il 2.5% della ricchezza cumulativa totale di un anno ai poveri nell’osservanza di uno dei cinque pilastri religiosi, chiamato appunto Zakat. Questo accade non solo negli Emirati. L’anno scorso ad esempio, circa £ 300 milioni, sono stati donati dai musulmani nel Regno Unito.

Sempre nel 2018, la Federazione internazionale delle società della Croce rossa e della Mezzaluna rossa (IFRC) ha utilizzato l’istituzione (Zakat), per finanziare un programma di assistenza alla siccità nella contea keniana di Kitui, per aiutare le comunità colpite dalla siccità provocata dal cambiamento climatico nel Kenya meridionale, affrontando due grandi problemi, quelli di accesso all’acqua ed i problemi relativi alle colture da reddito.

L’azione umanitaria ha consentito l’accesso alle acque pulite e alle opportunità di sostentamento ai residenti della contea utilizzando i fondi per riparare i pozzi usati per estrarre l’acqua e scavarne di nuovi.

Anche in Indonesia, i fondi sono stati utilizzati per finanziare progetti di energia rinnovabile nelle aree rurali. Utilizzando circa $ 350.000, si è finanziata la costruzione di una centrale elettrica nella provincia di Jambi, contribuendo a fornire l’elettricità necessaria per i residenti nei villaggi svantaggiati.

Il sistema finanziario arabo, quindi, può contribuire in maniera decisiva a fornire finanziamenti tanto necessari per le sfide umanitarie, causate dai cambiamenti climatici con le rovinose conseguenze che questi comportano, nonché ad aiutare i più svantaggiati che siano poveri, bisognosi, vittime di una crisi economica o di eventi catastrofici attribuibili a disastri ambientali.

La città di Dubai è certamente da considerarsi il fulcro geografico ed economico del Medio Oriente, del Nord Africa e dell’Asia meridionale, punto di riferimento di tutte le imprese straniere che desiderano investire nella sua fiorente economia, sfruttando la sua importanza strategica globale.

Ad accompagnare nel loro percorso gli investitori e a garantire che abbiano successo nei loro investimenti, la città di Dubai, si avvale del Dubai FDI (Dubai Foreign Direct Investment), agenzia facente parte del Dipartimento di Sviluppo Economico.

La Dubai FDI fornisce consulenza ed assistenza pratica su tutti gli aspetti decisionali e della gestionali. Un’importante Agenzia che rappresenta forse il sogno di tanti investitori, capace di determinare le migliori strutture legali, identificare le migliori opportunità di investimento e d’inserire gli investitori in una vasta rete di contatti governativi e del settore privato.

Lo scorso 19 giugno 2019 la Dubai Foreign Direct Investment, ha vinto il premio “Top Investment Promotion Agency (IPA) 2019” per il Medio Oriente al Forum mondiale FDI 2019 tenutosi a Sydney, in Australia. L’ente governativo Dubai FDI, Agenzia per lo sviluppo degli investimenti del Dipartimento di Sviluppo Economico di Dubai, ha l’obbiettivo di incentivare ed agevolare gli investimenti esteri nel territorio emiratino. Presentato dalla rivista “Site Selection”, il premio ha riconosciuto gli Emirati Arabi Uniti come “il migliore Paese in assoluto in cui investire” e il “migliore in cui investire pro capite”. Fahad Al Gergawi (Dubai Foreign Direct Investment, http://dubaifdi.gov.ae/English/Pages/default.aspx), CEO di Dubai FDI, in quell’occasione ha dichiarato: “Siamo lieti di ricevere questo premio che riflette il continuo impegno di Dubai per garantire che sia una destinazione d’investimento preferenziale. Le politiche lungimiranti e il nostro costante impegno con investitori e aziende ci assicurano creare iniziative che rafforzino la fiducia degli investitori a Dubai”.

Negli ultimi anni le iniziative di Dubai hanno continuato a rafforzare il profilo della Città, come destinazione preferita e preferenziale per gli investimenti. Solo nel primo trimestre del 2019, gli investimenti hanno raggiunto i 5,5 miliardi di dollari, un aumento del 176% rispetto al primo trimestre del 2018. Adam Jones-Kelly, CEO di Conway e Presidente ed editore della rivista “Site Selection”, ha dichiarato: “Dubai FDI ha ripetutamente dimostrato il ruolo cruciale delle agenzie di promozione degli investimenti e il modo in cui le agenzie proattive possono capovolgere le tendenze globali. Gli IDE di Dubai hanno ricevuto più voti totali di qualsiasi altra agenzia nel mondo “.

Lo scorso 28 giugno a Roma, si è tenuto il “Dubai Business Forum”. Durante il Forum, il CEO di Dubai FDI, Fahad Al Gergawi ha incontrato selezionate aziende, presentate dall’avvocato, dott.ssa Silvia Mainardi, strategic partner dell’FDI di Dubai, offrendo agli imprenditori un canale privilegiato, per supportare le imprese nel loro business con riferimento non solo agli UAE ( Emirati Arabi Uniti), ma a tutto il Medio Oriente.

Al Forum hanno partecipato S.E. Omar Obaid Alshamsi, ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti a Roma – Precedentemente capo della missione diplomatica emiratina a Washington DC, il Dottor Abdallah Raweh chirurgo di fama mondiale, artefice dell’azione umanitaria dove donò, in più di un occasione, 100 interventi operatorii gratuiti ai bambini meno fortunati, affetti da malformazioni e patologie dell’apparato cardiaco (ne parlammo in precedenza in questo articolo), Margherita Chiara Immordino Tedesco, servizio stampa presso la Santa sede ed editrice di Mondi (www.mondionline.org), partner dell’evento e molte altre importanti personalità del mondo della Finanza e dell’Imprenditoria.

In quest’importante occasione, abbiamo avuto il piacere di rivolgere alcune domande a Fahad Al Gergawi, Chief Executive Officer della Dubai Foreign Direct Investment (FDI).

Margherita Chiara Immordino Tedesco con il CEO di Dubai FDI Fahad Al Gergawi

Essendo il fulcro geografico ed economico del Medio Oriente, del Nord Africa e dell’Asia meridionale, gli investitori di tutto il mondo vedono Dubai, come un elemento vitale delle loro operazioni e per le piccole e medie imprese, Dubai è il luogo ideale per nuove iniziative. Come si è riusciti a raggiungere questo importante obiettivo?

Procediamo, con le nostre agenzie, alle politiche e alle strategie del programma che lavorano con il governo su un piano progressivo, non solo per molti anni ma, migliorando di anno in anno. Siamo ambiziosi, possiamo anche sviluppare molto di più. Da quando abbiamo iniziato nel 2014 con un mandato governativo, abbiamo seguito questo percorso e ultimamente abbiamo iniziato a ricevere premi a livello globale; Questo è il risultato dei nostri programmi innovativi, mai intrapreso da nessun altro prima d’ora.

Dubai mira a diventare la prima Smart City del mondo entro il 2021, seguendo dal 2014 uno dei più ambiziosi programmi di integrazione ICT (informazione tecnologica e comunicazione) di sempre. Come si fonde la finanza islamica con l’avanguardia tecnologica?

Abbiamo dato il via al Dubai FDI Monitor, una risorsa preziosa per garantire agli investitori e alle imprese un buon viaggio verso il successo.

Dubai FDI Monitor, fornisce informazioni essenziali e supporto inestimabile per le Imprese straniere che desiderano investire nella fiorente economia di Dubai e sfruttare la sua importanza strategica globale.

Per identificare gli investimenti e le opportunità. Dalla pianificazione all’implementazione e oltre. Dubai FDI ha le competenze, le risorse e le conoscenze per garantire perciò, un buon viaggio verso il successo commerciale. Si tratta di un progetto molto apprezzato dalla Banca interamericana che considera Dubai FDI monitor come un punto di riferimento per lo sviluppo per quelle agenzie che possono fare lo stesso percorso.

Di recente, Dubai Foreign Direct Investment ha vinto un prestigioso premio come “Top Investment Promotion Agency (IPA) 2019” per il Medio Oriente al FDI 2019 World Forum di Sydney. Un grande risultato per la vostra agenzia, per Dubai e per tutto il mondo arabo.

Siamo stati considerati i migliori, una delle migliori agenzie al mondo. Questo è il motivo per cui la città di Dubai è la più grande per la crescita e l’attrazione degli investimenti. Ultimamente, infatti, ci è stato assegnato questo prestigioso premio dalla rivista “Site Selection” a Sydney, appena 10 giorni fa.

Per quanto riguarda la finanza islamica, i paesi arabi non sono gli unici a guardare Dubai. L’economia islamica è un’opportunità per 1,6 miliardi di persone. La nostra strategia porta innovazione. Ad esempio, lo scorso ottobre abbiamo stipulato un accordo con l’entità statunitense Alliance Business Centers Network (ABCN), grazie alla quale per la prima volta gli investitori globali saranno in grado di avviare un’impresa a Dubai senza dover essere presenti negli Emirati Arabi Uniti.

Non la chiamiamo più solo finanza, ma finanza alternativa. Se nel settore turistico di Dubai in questo primo trimestre sono stati raggiunti 411.586 visitatori dall’Arabia Saudita, dal Regno Unito erano 326.586. Il Regno Unito e le maggiori capitali finanziarie del mondo vogliono essere a Dubai per investire, non più solo nel petrolio, ma anche nel mercato azionario, nell’industria farmaceutica, nel fiorente mercato immobiliare, nel turismo, nelle imprese , nei servizi.

 

Come può tutto questo essere conciliato con i principi religiosi della vostra cultura?

Non dimentichiamo mai, i nostri fratelli e sorelle meno fortunati. Le iniziative umanitarie di Dubai sono numerose. Non tutti possono permettersi l’istruzione, non tutti hanno abbastanza cibo e benessere. Per noi, la ricchezza viene da Allah e quindi ci è stata affidata e ciò che promuoviamo è una cultura della carità.

Grazie al nostro senso di carità e attraverso le nostre associazioni di beneficenza, siamo in grado di aiutare le persone bisognose, riportandole a vivere una vita buona in modo che, a loro volta, possano usare le loro capacità per aiutare gli altri e migliorare il mondo.

Le persone sono create da Dio e il destino è anche creato da Dio, qualunque cosa otteniamo dal potere o dal denaro o dalle risorse naturali, viene da Dio.

Il Pianeta, le persone, la vita, tutto è creato da Dio stesso, per questo abbiamo la responsabilità e il dovere di aiutare gli altri.

Il 2019 è l’anno della tolleranza a Dubai, quindi quest’anno celebriamo l’accettazione reciproca di tutti noi, provenienti da contesti diversi, religioni diverse, diversi gruppi etnici, con colori diversi, in modo che tutti possiamo vivere pacificamente insieme a sostenerci a vicenda.

Questa è la nostra filosofia.

Cosa ne pensa del rapporto e delle possibilità di investimento, tra Emirati Arabi e Paesi mediterranei come l’Italia?

Penso che tutta l’Italia sia un paese stupendo e molto speciale, per le splendide persone, per l’arte culinaria e gastronomica, per la cultura, per il design… Penso che l’Italia abbia “tutte le carte in regola” per svilupparsi verso il livello successivo. Forse da abbattere c’è solo una barriera linguistica con i Paesi esteri.

La relazione tra i nostri due paesi è molto importante. Abbiamo tanti interessi e passioni in comune, dalla cultura al valore della famiglia e penso quindi che possiamo fare molte cose insieme. Sono molto ottimista su questo.

Papa Francesco, nella sua recente visita negli Emirati Arabi e nella città di Dubai, ha dichiarato: “Sto visitando questo paese come un fratello per scrivere insieme una pagina di dialogo e seguire percorsi di pace”. è stata la prima volta che un pontefice nella penisola arabica, come hanno vissuto le persone l’evento?

Posso descriverlo con una sola parola: fantastico.

È stato un evento storico. La visita del Papa ha anche aiutato a scardinare un antico “luogo comune”, cioè che vi fosse odio tra le due più grandi Religioni del mondo. Solo nella multiculturale Dubai, abbiamo 204 nazionalità che vivono in armonia, tra cui 125.000 cristiani che hanno partecipato alla cerimonia. il Papa, il nostro presidente e il governo hanno la stessa visione riguardo alla fede e alla fratellanza.

Un’ultima domanda. Il vostro è quindi un sistema economico e sociale, che mira ad evolversi, nella prospettiva di ciò che da voi è chiamato “Janna” e che noi occidentali chiamiamo” paradiso” o quinta dimensione?

Possiamo farlo con lo sviluppo. Crediamo che la finanza non dovrebbe essere un limite, anzi, crediamo che possa essere gestita al meglio, sviluppando una filosofia etica, con una buona Governance.  Coltiviamo qui, ciò che sperimenteremo nella quinta dimensione e la finanza diventa importante e fondamentale quando ci permette di creare diversi tipi di opportunità per tutti e non solo per alcuni su questa terra.

Margherita Chiara Immordino Tedesco con l’avvocato Silvia Mainardi e Fahad Al Gergawi.

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