Augusto Poderosi, “il Corpo di Luce” dall’Italia di Modigliani all’arte del Qatar

by Mundi Live

di Margherita Chiara Immordino Tedesco

Volti che definiscono le linee dell’anima, sguardi che carpiscono l’essenza di un attimo. Ammirare ed osservare le opere di Amedeo Modigliani equivale da sempre, ad un sano e profondo volo pindarico verso un universo introspettivo e subconscio. L’osservatore si ritrova solo e disarmato, trascinato nell’essenza del dipinto, proiettando sulla tela se stesso e il proprio mondo interiore.

L’arte non è forse il raccontare di un’emozione, che riaffiora dalle profondità dell’essere umano, sino al colore della tela o alle forme modellate di un opera scultorea?

Questo e molto altro era, ed è, Modigliani. Genio e artista rivoluzionario, che nei soli 35 anni della sua breve e intensa vita, produsse oltre 300 opere. A poco più di un secolo dalla sua morte, nel Marzo 2018 nasce la Fondazione Amedeo Modigliani, avente tra i suoi primi obbiettivi, la tutela delle opere dell’artista grazie anche all’attiva ricerca scientifica della dott.ssa Greta Garcìa Hernandez dell’Istituto valenciano di conservazione e restauro dei beni culturali, grande esperta del pittore Livornese.

L’incredibile mole di opere attribuite erroneamente all’artista negli ultimi decenni, esposte anche in importanti musei, oltre che in collezioni private, ha reso necessaria la creazione di una sorta di mappatura genetica delle sue opere.

Stanare i falsi e smantellarne il florido mercato è possibile, grazie alle tecniche usate dalla dott.ssa Hernandez. Per merito delle sue conoscenze artistiche e ad analisi scientifiche sui materiali dell’opera presa in esame, è in grado di stabilirne l’autenticità o meno studiando in primis le tecniche di esecuzione del dipinto e le analisi fisico-chimiche dei materiali utilizzati.  Il metodo si avvale inoltre della fluorescenza visibile con radiazioni UV, dell’esame con radiazione infrarossa, di radiografie e tecniche di separazione cromatografica.

I risultati degli studi infine, vengono confrontati con i dati presenti nel database ufficiale della Fondazione, dove sono raccolte le opere di Modigliani.

«Sono più le opere false attribuite a Modigliani, che quelle vere– spiega la studiosa spagnola –Si tratta di un mercato davvero florido e in forte espansione, dal valore quasi incalcolabile. Imitare un’opera di Modigliani sembra apparentemente semplice, ma tutta la struttura che c’è dietro ha ovviamente il suo tocco unico. Purtroppo, spesso, questo sfugge anche agli occhi di tanti esperti»

«Probabilmente – sostiene Fabrizio Checchi, presidente della Fondazione Modigliani – Amedeo Modigliani è l’artista più falsato, tanto da poter annoverare una produzione maggiore post mortem piuttosto che quando era in vita. Un mercato che ha iniziato a farsi largo fin dagli anni Quaranta e che non si è mai fermato, come dimostrano anche i recenti casi di falsi scoperti. Sono ovunque: nei musei, nelle esposizioni, nei cataloghi. Chi crede di avere un Modigliani, e non ce l’ha, non vuole sentirsi dire che il suo è un falso. Si tratta di una sorta di circolo vizioso da cui si rischia di non riuscire a venir fuori. A combattere il vero e proprio mondo del falso di Modigliani c’è, da anni, il professor Pepi. Ora, con il metodo di Garcìa Hernandez, forse la maggior esperta mondiale di Amedeo Modigliani, abbiamo un’arma in più»

Grazie alla Fondazione e al suo progetto “Moovart”, affermati artisti moderni e artisti emergenti espongono le loro opere in tutta Europa e nel Mondo. L’ambizioso progetto della Fondazione Modigliani, ha avuto come suo recente fiore all’occhiello la messa in mostra delle opere di Augusto Poderosi, nell’esposizione  recentemente conclusasi a Napoli presso il Castel dell’Ovo.

L’artista, eclettico e fuori dagli schemi, oltre ad affermarsi a livello internazionale come pittore e scultore, è attore da più di 30 anni, vantando eccelse collaborazioni con alcuni dei più grandi maestri del cinema italiano e non (Federico Fellini, Salvatore Samperi e molti altri famosi registi ed attori come Marcello Mastroianni e, Giulietta Masina). Poderosi restauratore presso la Santa sede, è anche Maestro di arti Marziali nonchè regista. Una sua grande passione quest’ultima, come ci confida raccontandoci uno dei suoi primi successi che lo hanno affermato come artista: “Ad oggi ho recitato in una trentina di film. Ho lavorato al Teatro Argentina, al Teatro Valle facendo tourneè e molto altro. Devo ammettere però, che il mestiere dell’attore mi è stato sempre alquanto stretto.

Un giorno passeggiando per Roma, entrai nella Basilica di San Pietro In Vincoli e mi chiesi come sarei potuto riuscire a organizzare una mostra proprio lì, sotto gli occhi del Mosè di Michelangelo, nessuno era ancora riuscito nell’impresa. Riuscii a incontrare il Rettore, un vecchio sacerdote con una cultura straordinaria e gli raccontai del perché, Il Mosè guardava nel suo lato sinistro verso il portale. Rimase stupefatto dalla mia spiegazione. Intervenne l’allora Cardinale che presiedeva la Basilica, che mandò personalmente una comunicazione al Ministero dei Beni Culturali, al quale avevamo richiesto il patrocinio, dicendo che se il patrocinio a gli artisti viventi non era possibile darlo, che si procedesse a una celebrazione del “fu” artista Augusto Poderosi.

Un escamotage divertente, che mi permise di avere il patrocinio in due giorni. La intitolai “Corpo di Luce”. 50.000 visitatori, grazie anche alle guide della Basilica che convogliarono le visite guidate verso la mostra di quest’artista sconosciuto, che esponeva le sue opere e le sue installazioni, sotto il Mosè di Michelangelo.

Questa esposizione, mi ha di certo accreditato come artista contemporaneo. Per questo, rendo merito al mondo Ecclesiale Romano, che in questi ultimi anni è veramente cambiato.

Il mio vero sogno è quello di realizzare film come autore e regista. Da un paio d’anni sto portando avanti dei progetti rivolti al mondo arabo. Il primo film si intitola “Al Hakawati”, ambientato a Doha nel Qatar, di cui uscirà il libro nel 2020.

Il secondo “ Lo sguardo del falco”. Sono film dove emerge tutta la sacralità dell’anima, tra miti e leggende, tra oriente e occidente.

Amo il mondo arabo.

Noi come “latini” abbiamo delle radici nel Medio Oriente, che andrebbero riscoperte e valorizzate. La Sicilia ad esempio, è una regione così talmente particolare, così talmente ricca di cultura intrecciata al mondo arabo da lasciarmi stupefatto”.

Le mie prossime tappe sono: un’altra mostra a Liverpool, una a New York, una a Miami , con la Fondazione Modigliani e infine nella splendida Doha, capitale del Qatar”.

 

Una passione per il mondo arabo che verrà certamente contraccambiata visto che proprio a Doha, lo scorso 28 marzo 2019, è stato inaugurato il “Museo Nazionale del Qatar”. Con 3 kilometri di percorsi espositivi per 40mila metri quadri, l’imponente ed ultra moderna nuova struttura, abbraccia simbolicamente l’antico palazzo reale, sede del governo e precedente Museo Nazionale.

Il Museo Nazionale del Qatar, custodirà nuovi lavori di artisti internazionali, oggetti rari e preziosi, documenti e installazioni interattive. Raccontando così la storia del Qatar, partendo da 700 milioni di anni fa, fino a oggi. Il museo è stato disegnato e progettato dal famoso architetto francese, Jean Nouvel: “Ho pensato al fenomeno delle rose del deserto. La loro forma cristallina scaturisce come un evento architettonico in miniatura dal terreno per l’interazione di vento, sabbia e acqua salata. Il museo con i suoi dischi curvi, le intersezioni, gli angoli a sbalzo, è una totalità architettonica, spaziale e sensoriale allo stesso tempo”- rivela l’archistar francese.

La preziosa “rosa del deserto” nella cosmopolita cornice di Doha, è stata resa possibile grazie alla famiglia reale dell’emiro Hamad bin Khalifa Al Thani, considerato il padre del moderno Qatar,

che ha abdicato in favore del suo quarto figlio Tamim bin Hamad al-Thani, uno fra i più giovani regnanti al mondo.

Al loro fianco spiccano due grandi donne: Mozah bint Nasser, l’elegante seconda moglie dell’anziano emiro, e sua figlia, Sheikha al Mayassa Hamad bin Khalifa al-Thani, 36 anni, collezionista d’arte e considerata tra le personalità più influenti nel settore, nonchè presidente della “Qatar Museum Authority”.

Investendo oltre un miliardo di dollari l’anno, non soltanto acquistando capolavori ma, anche sostenendo gallerie, finanziando festival, eventi e arte pubblica, Sheikha Al-Mayassa bint Hamad bin Khalifa al-Thani, in pochi anni, è riuscita a trasformare Doha in una delle capitali mondiali della scultura, dell’architettura e della pittura.

Una delle più importanti collezioniste d’arte al mondo.

Fra i suoi acquisti record ci sono White Center di Rothko e altre 11 opere dell’artista, un Pills Cabinet di Damien Hirst, i Giocatori di carte di Cézanne e tanti Warhol, Lichtenstein, Bacon e molti altri. Tra le acquisizioni più discusse ci sarebbe anche il Bambino con Colomba di Pablo Picasso, su cui il governo britannico aveva tentato senza successo di porre un bando all’esportazione.

Art+Auction la classificò come la persona più influente del mondo, mentre Forbes la classificò come una delle 100 donne più potenti del mondo. Per la rivista Art Review è da anni nella top100, scalando spesso la classifica, delle personalità più influenti nel mondo dell’arte. Sua Eccellenza Sheikha al Mayassa Hamad bin Khalifa al-Thani, è stata inoltre vincitrice del “Global Thinkers Forum 2014 Award” per la “Excellence in Cultural Understanding”.

“Il Qatar è una terra antica ricca di tradizioni, fra deserto e mare, che ha accolto nel corso dei secoli molte culture. Sebbene sia proiettata nel futuro, è ancora molto legata ai valori tradizionali. Siamo felici di condividere le nuove esperienze museali con le nostre comunità locali, ma anche con ospiti internazionali”.

“Stiamo cercando di portare il meglio del meglio da tutto il mondo o le persone più influenti a pensare in modo creativo, perché le persone creative escogitano le migliori soluzioni ai tempi di cambiamento”. -Sua Eccellenza Sheikha al Mayassa Hamad bin Khalifa al-Thani.

Sua eccellenza l'Emiro Tamim bin Hamad al-Thani e sua Eccellenza Sheikha al Mayassa Hamad bin Khalifa al-Thani
Sheikha al Mayassa Hamad bin Khalifa al-Thani presidente della “Qatar Museum Authority”

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